Il metodo della correzione del mondo
Dalla preparazione della lezione del 13/09/2009
Per chi lavoro io?
Domanda: È detto: “L’importante non è la ricompensa, ma per chi stai lavorando”.
Come fai a pensare a questo e non alla ricompensa?
Risposta: Queste parole possono confondere l’uomo. Ma per chi è che lavoro? Per me? Per me e nessun’altro. È vietato immaginarsi il Creatore sotto forma di qualche immagine.
Il Creatore è la qualità di dazione che noi dobbiamo scoprire dentro di noi, per questo la risposta alla domanda “per chi è che lavoro?” dipende soltanto da chi credo di essere; se io mi vedo attraverso le mie caratteristiche egoistiche, allora a me sembra di lavorare per il Creatore oppure se io mi auto – interpreto con il punto nel cuore, la futura qualità di dazione, il seme dell’anima, voglio raggiungere l’apparizione di queste qualità di dare dentro di me, che si chiamano: Creatore. Perché il Creatore per definizione è Borè, dalle parole BO e RE (vieni e vedi), stabilisci queste qualità dentro di te.
In questo caso non c’è un estraneo per il quale io lavoro. Io lavoro per la mia correzione, per raggiungere la qualità di amore e dazione che si chiamano “Creatore”. Se io immagino che il Creatore è da qualche parte dentro di me e se sono obbligato a lavorare per Lui e adempio ai suoi desideri, questo mi porterà ad una incomprensione dei testi kabbalistici. In un tempo dopo l’uscita dal sentire il Creatore dentro di sé, ai tempi della distruzione del secondo tempio, così si sono create le religioni; l’ebraismo e poi dall’ebraismo il cristianesimo e l’islam, dove l’uomo interpreta il Creatore non dentro di sé ma in maniera distaccata. Nel periodo del secondo tempio il Creatore è scomparso da dentro all’uomo, si è nascosto e l’immagine corretta del mondo è sparita, per questo la gente ha cominciato a pensare che il Creatore è una cosa che esiste al di fuori di noi e che non si scopre dentro alle nostre qualità e che noi abbiamo una specie di padrone per il quale dobbiamo lavorare come gli schiavi.
Su questa falsa comprensione dell’essenza del Creatore si sono basate tutte le religioni. Al posto di interpretare il Creatore come base, come la caratteristica più importante della creazione che si manifesta dentro noi, la gente ha cominciato a pensare a Lui come ad una personalità distaccata, indipendente, che sta da qualche parte nei cieli e crea tutta la nostra vita.
Per questo è molto importante creare una determinazione corretta altrimenti è molto facile sbagliare e farsi influenzare dalle solite religioni.
Nella kabbalah queste regole si danno come cosa abituale, semplice.
Non c’è luce senza vaso e non c’è Creatore senza creatura, Borè (BO-RE), e così via.
