home email us! feed
25 Maggio 2012

Il metodo della correzione del mondo

Il metodo della correzione del mondo

Lezione 26 dal libro “I frutti della saggezza” del 13/09/2009

Non passare in maniera indifferente vicino a questa porta

Nel mondo materiale, anche se la porta è chiusa riesci a vedere che in questo posto c’è la porta, invece nella spiritualità non si vede la porta chiusa finché essa non si apre. La porta è invisibile, è un tutt’uno con il muro, non appena l’uomo corregge se stesso in quanto sia capace di attraversare la porta, cioè si è auto-corretto le sue caratteristiche rispetto al prossimo gradino, a lui gli si apre l’ingresso. Un attimo prima invece lui non vedeva la porta e nemmeno una spaccatura. Non appena l’uomo corrisponde al prossimo gradino, cioè ottiene quella qualità della dazione che gli viene richiesto in quel momento, vede la porta e gli si apre e allora il kli e la Luce si uniscono insieme.

Quale ricompensa ti aspetti?

L’uomo finisce la sua vita e tiene a ottenere una ricompensa nel mondo futuro per il fatto che lui è stato molto obbediente, credente e faceva tutto ciò che gli chiedeva la religione. Però che cosa può ottenere lui se non ha preparato i suoi desideri per godere di questo mondo? Ma nel mondo spirituale non c’è tutto questo, le immaginazioni primitive di questo hanno portato l’uomo alla conclusione di portare con sé nella tomba più bene possibile da questo mondo. Se noi parliamo del Creatore come di un qualche re per il quale noi dobbiamo lavorare allora ci trasformiamo in persone religiose, se invece il Creatore è dentro di noi (questa è la qualità di dazione e amore) che noi dobbiamo ottenere qui e adesso, allora noi lavoriamo per noi, per correggere noi stessi e non per la ricompensa o la punizione da parte di qualche governatore potente ed estraneo. In questo consiste la differenza tra la Kabbalah e la religione. In questo caso a noi serve la forza della correzione dell’egoismo, cioè la forza della Kabbalah, della Torah, perché la sua luce ci porta alla sua sorgente, cioè al Creatore.

Soltanto qui e adesso

Noi adesso ci troviamo nel mondo dell’Infinito, però non lo sentiamo. Tutto dipende dalle nostre caratteristiche e la Luce superiore è la caratteristica di dazione e amore. Noi dobbiamo lavorare non sulla correzione del nostro egoismo, non combatterlo ma lavorare per fare sopra di lui una qualità di dazione e amore (schermo) per far ricevere a questa qualità la luce e scoprire il Creatore dentro di essa. Per questo nel nostro caso il lavoro e la ricompensa sono la stessa cosa. A differenza delle religioni dove il lavoro è in un posto e la ricompensa in un altro e se era possibile ricevere la ricompensa senza il lavoro tu allora l’avresti lasciata perdere con allegria. Se tu diventi come Lui, uno che da’ e che ama, questa è l’unica ricompensa che potrebbe esistere come è stato detto, ricompensa per il precetto è il precetto stesso e poi c’è la prossima che è conoscere Colui che fa i precetti cioè unirsi con Lui. La gente, invece, pensa che eseguendo i precetti in modo meccanico guadagna per se stessa la ricompensa in un mondo futuro e quando capita là, riceve tutto. Così ci parla la religione e qui vi è la sostanziale differenza tra la Kabbalah e la religione. Noi dobbiamo ricevere la nostra ricompensa qui e adesso. Dopo la morte non c’è niente ma soltanto il prossimo riciclo vitale, reincarnazione, cioè la prossima possibilità di scoprire il Creatore

No comments yet

Spiacente, al momento l’inserimento di commenti non è consentito.