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13 Febbraio 2012

Soul Juice - Nuove Istruzioni

Soul Juice - Nuove Istruzioni
Dalla lezione del 24 dicembre 2009

Siamo in attesa di nuove istruzioni, che ci venga assegnata una nuova missione. Ma questa volta dovremo affrontare una realtà che non conosciamo e non ci sarà tempo per esplorarla, dobbiamo arrivare lì ed ambientarci subito. E ci danno un equipaggiamento speciale, come un gigantesco robot che si innesta direttamente nei nostri pensieri, nelle nostre emozioni. E’ fatto di parti che hanno poteri a noi sconosciuti e che possiamo attivare direttamente col pensiero e con le emozioni. E nelle nostre sensazioni scopriamo di poter svolgere azioni che sino a prima non immaginavamo. Ancora oltre al pensare di poter volare, azioni che non sapevamo esistessero, che quando arriviamo a percepire ci fanno mancare il respiro come quando siamo nati.

E questo è un addestramento, un costante e incessante addestramento sino a renderci preparati per ricevere le prossime istruzioni, perchè ci venga assegnata la prossima missione. E non sarà nelle cose di questo mondo fisico così come lo conosciamo, non aspettiamoci che ci vengano presentate una serie di coincidenze sul piano fisico che ci toglieranno l’incertezza sulla strada da prendere. Ci sarà chiesto di conquistare nuove terre, di unire popoli, di combattere nemici, di fare alleanze con potenti e di guardarci le spalle dai traditori e dai sabotatori, di creare città nelle quali fare crescere le genti che abbiamo portato lì. Ma sarà tutto dentro di noi.

La nuova attrezzatura che ci danno aggiunge un nuovo livello di comunicazione tra di noi, possiamo unirci per formare un nuovo gigantesco “robot” con una sola anima e questa è la parte più difficile e al tempo stesso più potente. Ognuno deve essere in grado di raggiungere questo livello altrimenti non supereremo la missione.

Lo studio dello Zohar al momento è questo, un addestramento nel quale ci troviamo sempre col fiato corto e con la paura di non avere capito ancora nulla, la paura che non ripeteranno due volte la stessa cosa, la paura che l’istruttore capisca che non siamo all’altezza e che ci cacci fuori. Dobbiamo concentrarci sul fatto che dobbiamo mettere il massimo del nostro sforzo e che non abbiamo nulla da perdere, perchè se falliamo qui non c’è nessun luogo a cui fare ritorno. E credere che non ci viene chiesto nulla di più di quanto possiamo fare. Sarà bellissimo…

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