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25 Maggio 2012

Soul Juice - Sarà quel che sarà?

Soul Juice - Sarà quel che sarà?
Dalla lezione del 15 marzo 2004

Quante volte ci siamo chiesti “Se nulla dipende da noi, che senso hanno le nostre scelte e le nostre azioni?”
In spiritualità “azione” equivale ad “intenzione“, ovvero, un azione è ciò che da una forma a un’intenzione. Ma essere nella spiritualità significa avere conseguito un determinato livello, che è la qualità della dazione. Noi, invece, non siamo ancora in quella qualità…
E allora cosa dobbiamo fare? Pensare che non possiamo fare nessuna scelta e nessuna azione?
Non è proprio così…
Prima di tutto dobbiamo accettare che non abbiamo la qualità della dazione e che per raggiungerla dobbiamo prima rivelare il “male”, ovvero la mancanza di connessione tra di noi. E per farlo dobbiamo gettare “luce” sul nostro desiderio di ricevere con lo scopo di ricevere. E come fare ciò? Agendo con la giusta intenzione. Anche se non ho ancora la qualità della dazione posso sempre agire con l’intenzione di usarla comunque. L’intenzione è la nostra vera scelta, il nostro libero arbitrio. Allora posso agire con l’intenzione di dare, andando sopra la ragione e con questo incontrerò subito la resistenza del mio desiderio di ricevere che si farà sentire con ogni forza. Eccolo lì il “male” che si rivela!
Per mantenere l’intenzione di dare devo fare uno sforzo notevole, devo fare delle azioni che mi costano e che vanno contro il mio ego. E’ per questo che l’azione equivale all’intenzione.
Ma se rimango semplicemente nell’intenzione di ricevere, allora è vero che “sarà quel che sarà” perchè sarò soggetto ai meccanismi di Questo Mondo. E’ vero che il desiderio di ricevere ci viene dato dal Creatore ma ci viene dato per uno scopo. Devo “giustificare” il Creatore per mandarmi i desideri egoistici (perchè so che non c’è nulla oltre a Lui) ma non devo giustificare me stesso nell’accettarli, altrimenti sarei davvero senza alcun libero arbitrio. Qui si presentano le vere scelte e sono difficilissime, perchè il fascino del nostro ego è mille volte più forte della nostra capacità di mantenere la giusta intenzione e ci sussurra in un orecchio “vivimi, che male c’è, dopotutto mi ha mandato Lui da te…”
L’importanza di un gruppo e di una società stanno proprio in questo: con la mia intenzione di dare alle altre persone che sono con me su questo cammino rivelo quanto io non sia capace di farlo. Ma prima devo fare tutte le azioni che mettono in pratica la mia intenzione di dare. Anche se non so cosa vuole dire “dare”, uso l’intenzione di comportarmi come se lo sapessi e subito scopro quanto il mio desiderio di ricevere ancora mi governi, quanto sono disconnesso dagli altri, quanto li “odio”. Una volta che “installo” la giusta intenzione, la mia mente comincia ad elaborare le azioni necessarie per darle una forma e subito mi rendo conto quanto siano difficili… Perchè non esiste più un angolo della mia esistenza che possa prevedere azioni diverse.

Anche se posso solo “immaginare” cosa sia la qualità della dazione, questo mi è già sufficiente per utilizzare la giusta intenzione e da lì fare tutte le azioni che sono coerenti con questa intenzione. Ma la “coerenza nell’intenzione” è una cosa che da così fastidio al nostro ego, lo fa imbestialire. Ottimo, così la smetterà di lavorarci dietro le spalle e ci farà direttamente una bella scenata urlandoci in faccia!

E noi cosa gli rispondiamo, “sarà quel che sarà”..?

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