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25 Maggio 2013

Archive for Creatore

Il Creatore è la forza del dare in assoluto

Citazioni dalla “lezione del mattino” del 30 Ottobre

“Il Creatore è la forza del dare in assoluto, dell’amore, il buono, è l’assoluto e l’Unico. Ha creato un desiderio di ricevere opposto a Lui, che è la forza della ricezione. Questa qualità del ricevere quindi deve somigliare e diventare uguale alla qualità del dare del Creatore, ma d’altro canto deve rimanere come qualità di ricevere altrimenti non sarebbe più una creatura. Cioè quello che ha creato il Creatore è il desiderio di ricevere, e il desiderio di ricevere deve rimanere come un desiderio di ricevere per restare esterno al Creatore, ma deve anche assomigliarsi e prendere la stessa forma del Creatore: deve prendere il desiderio di ricevere per lavorare come un desiderio di dare, come il Creatore. Deve assumere la Sua forma. Allora sarà nello stesso grado e nello stesso stato del Creatore, nella sua eternità e pienezza.”

“Possiamo dire che il Creatore è buono e benefattore perché porta la creatura al Suo grado. Perché non c’è grado più alto del grado del Creatore.” Read the rest of this entry »



Un opportunità … attraverso una società corretta

Citazioni dalla “lezione del mattino” del 26 Ottobre

“La cosa più importante per la persona è rivelare la sua inclinazione   personale verso il Creatore nonostante i suoi desideri per i piaceri,   l’onore, il rispetto, eccetera… sopra questi desideri la persona ha   bisogno  di preferire la sua piccola connessione con Colui che Dà.   Allora   inizia a raggiungere lo scopo della creazione che prima gli   era   interamente nascosto.”

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Fede, speranza, amore

Domanda: puoi spiegami il significato dell’espressione: «Fede, amore, speranza» e il loro ordine nel lavoro spirituale?

La risposta di Rav Laitman: per prima cosa, una persona deve ottenere la fede (la percezione del Creatore). Questa percezione gli dà speranza e confidenza riguardo questo presente e il futuro, dal momento che la rivelazione fa emergere il rapporto di questa persona con il Creatore, come quello di un embrione con la madre. Poi, dopo aver sperimentato tutte le azioni del Creatore e aver compreso la loro assoluta benevolenza, un persona comincia a sentire amore per il Creatore. Come puoi vedere, tutto avviene dalla realizzazione o dall’imparare le cose da te stesso. La Kabbalah è la scienza più pratica di tutte: è studiata dentro e attraverso se stessi.



Il metodo della correzione del mondo - Dalla lezione sull’articolo di Rabash del 21 Settembre 2009

Il metodo della correzione del mondo.

Dalla lezione sull’articolo di Rabash del 21 Settembre 2009

Come rivelare il Creatore

Chi desidera rivelare la parte nascosta del mondo, deve capire che, per farlo, non esistono ostacoli e la rivelazione stessa dipende solo dal suo desiderio.
Esistiamo nel comune e unito sistema della Natura e riceviamo da questo in ogni momento, in accordo con quanto il nostro desiderio somiglia all’immutabile Natura.

La Natura è in uno stato perfetto. E ciascuno di noi, nei suoi desideri (reshimot), che cambiano in continuazione, percepisce se stesso, la propria esistenza, come una misura della somiglianza con la Natura.
Quando i nostri desideri sono contrari alla Natura, ci sentiamo infelici.

Se farò somigliare di più il mio desiderio alla Natura – sentirò subito un cambiamento del mio stato in meglio.

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La differenza tra arte e dazione

Domande sulle arti e sulla spiritualità:

Domanda: in uno dei tuoi interventi precedenti, in risposta alla domanda se l’arte sia legata alla spiritualità, hai detto: «Tutte le arti furono prodotte dal desiderio dell’uomo di esprimere se stesso o in altre parole, dal desiderio di avere la gloria, di distinguersi, di provare qualcosa (anche se solo a se stesso), di esprimere il proprio modo di vedere le cose».

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Il metodo della correzione del mondo

Il metodo della correzione del mondo

Lezione 26 dal libro “I frutti della saggezza” del 13/09/2009

Non passare in maniera indifferente vicino a questa porta

Nel mondo materiale, anche se la porta è chiusa riesci a vedere che in questo posto c’è la porta, invece nella spiritualità non si vede la porta chiusa finché essa non si apre. La porta è invisibile, è un tutt’uno con il muro, non appena l’uomo corregge se stesso in quanto sia capace di attraversare la porta, cioè si è auto-corretto le sue caratteristiche rispetto al prossimo gradino, a lui gli si apre l’ingresso. Un attimo prima invece lui non vedeva la porta e nemmeno una spaccatura. Non appena l’uomo corrisponde al prossimo gradino, cioè ottiene quella qualità della dazione che gli viene richiesto in quel momento, vede la porta e gli si apre e allora il kli e la Luce si uniscono insieme.

Quale ricompensa ti aspetti?

L’uomo finisce la sua vita e tiene a ottenere una ricompensa nel mondo futuro per il fatto che lui è stato molto obbediente, credente e faceva tutto ciò che gli chiedeva la religione. Però che cosa può ottenere lui se non ha preparato i suoi desideri per godere di questo mondo? Ma nel mondo spirituale non c’è tutto questo, le immaginazioni primitive di questo hanno portato l’uomo alla conclusione di portare con sé nella tomba più bene possibile da questo mondo. Se noi parliamo del Creatore come di un qualche re per il quale noi dobbiamo lavorare allora ci trasformiamo in persone religiose, se invece il Creatore è dentro di noi (questa è la qualità di dazione e amore) che noi dobbiamo ottenere qui e adesso, allora noi lavoriamo per noi, per correggere noi stessi e non per la ricompensa o la punizione da parte di qualche governatore potente ed estraneo. In questo consiste la differenza tra la Kabbalah e la religione. In questo caso a noi serve la forza della correzione dell’egoismo, cioè la forza della Kabbalah, della Torah, perché la sua luce ci porta alla sua sorgente, cioè al Creatore. Read the rest of this entry »



Perché dobbiamo continuare a tornare qui?

Domanda: mi chiamo Daniel e ho 15 anni. Recentemente ho avuto una conversazione con mio zio sulla saggezza della Kabbalah. Lui dice che quelli che studiano la saggezza della Kabbalah vivono per sempre, questo non mi sembra molto logico. Vorrei sapere che cosa succede all’anima dopo la morte.
La risposta di Rav Laitman:
è vero: una persona che ha ottenuto la vita della sua anima percepisce la sua esistenza come eterna. Ma tu probabilmente pensi che l’esistenza eterna sia impossibile perché la colleghi al tuo corpo. Naturalmente non possiamo esistere per sempre nel corpo, perché questo genere di esistenza è imperfetta (egoista). Il corpo è creato per essere temporaneo (l’opposto del Creatore) e il suo solo scopo è di essere corretto, per renderlo simile al Creatore. E lo stato corretto è eterno. In più, il nostro stato temporaneo è di fatto un’illusione, che ci viene data solo per comprendere il suo male, come un brutto sogno, così che ne possiamo restare colpiti e quindi ce ne separiamo. Read the rest of this entry »



Il cammino della Luce contro il cammino della sofferenza

Domanda: è corretto dire che il cammino della Luce non elimina i problemi dalla vita di una persona, ma che vengono percepiti in modo diverso? Poiché la persona si trova ad un livello più elevato, non ha gli stessi problemi che aveva prima perché il suo atteggiamento verso gli stessi è cambiato o meglio, è cambiato il suo atteggiamento verso l’origine dei problemi. L’uomo, che segue il cammino della sofferenza, trovandosi di fronte agli stessi tipi di problemi, soffre.

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In principio dio creò i cieli e la terra

Domanda: «In principio Dio creò i cieli e la terra». (Genesis 1:1) Perché? Qual è stato il motivo? Qual era il progetto? Come ha potuto il Creatore fare questo mondo senza fermarsi a pensare a tutte le conseguenze!? É provato dalla storia del diluvio in cui Dio disse «Io distruggerò l’uomo che ho creato…perché mi dispiace averlo creato» (Gen 6:7)- come se Lui non sapesse quello che sarebbe poi successo.

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Lo scopo della crisi è di portarci alla perfezione

Una domanda che ho ricevuto: ti ho sentito dire che lo scopo della crisi è di portare tutta l’umanità ad un livello, dove ogni persona riceve le sue necessità ed investe tutto il resto nella società (come cellule in un corpo).

La mia domanda è: cosa c’è di così speciale nella connessione tra le persone? Perché il Creatore vuole che la raggiungiamo?

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