19 Giugno 2013
Archive for Definizioni
Novembre 1, 2009 at 17:22 · Filed under Articoli di giornale, Definizioni, evoluzione, uomo
Rapporto stampa: paradossalmente, la maggioranza delle nazioni dove le persone stanno morendo di fame appartengono al gruppo dei fornitori a lungo termine della produzione agricola per l’Occidente. Non avendo una propria industria alimentare, sono costretti a vendere i loro prodotti per una canzone. La lista dei fornitori comprende ex-colonie e protettorati delle potenze occidentali, adesso ipocritamente qualificate come «paesi in via di sviluppo». Secondo la FAO e alla commissione dell’ONU per l’Africa, Asia Occidentale, America latina, Caraibi e il Consiglio di Sahel, le riserve potenziali di queste nazioni sono sufficienti per alimentare almeno la metà della popolazione mondiale. Nel caso in cui queste nazioni sviluppassero moderne tecnologie agro-chimiche e processi di trasformazione alimentare, potrebbero sbarazzarsi della minaccia della fame.
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Ottobre 29, 2009 at 16:03 · Filed under Correzione, Definizioni, Gruppo, Luce

Citazioni dalla “lezione del mattino” del 27 Ottobre
“Questa catena di azioni diventerà chiara alla persona se non sarà immersa in quel tipo di piaceri, soldi, brama materiale, cibi diversi, onore, dominio, ma invece di questi nomi userà per essi un nome più astratto: “PIACERE”.
Poi come risultato inizierà in lui il prossimo stato. Controllerà se c’è un piacere che esiste davanti a lui, oppure no, se c’è un piacere che lo attrae e lo conquista, cosa può fare…
E poi nello stato seguente ricorderà che non ha scelta, che deve rivolgersi al gruppo, all’insegnante, ai libri. Ha bisogno di tutte queste forze per risvegliare in lui un desiderio per il piacere di dare, perché queste forze gli dettino davvero che il piacere del dare è più importante del piacere del ricevere. Read the rest of this entry »
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Ottobre 9, 2009 at 05:29 · Filed under Amore, Creatore, Definizioni, Spiritualità, Sviluppo spirituale
Domanda: puoi spiegami il significato dell’espressione: «Fede, amore, speranza» e il loro ordine nel lavoro spirituale?
La risposta di Rav Laitman: per prima cosa, una persona deve ottenere la fede (la percezione del Creatore). Questa percezione gli dà speranza e confidenza riguardo questo presente e il futuro, dal momento che la rivelazione fa emergere il rapporto di questa persona con il Creatore, come quello di un embrione con la madre. Poi, dopo aver sperimentato tutte le azioni del Creatore e aver compreso la loro assoluta benevolenza, un persona comincia a sentire amore per il Creatore. Come puoi vedere, tutto avviene dalla realizzazione o dall’imparare le cose da te stesso. La Kabbalah è la scienza più pratica di tutte: è studiata dentro e attraverso se stessi.
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Ottobre 1, 2009 at 17:47 · Filed under Correzione, D&R, Definizioni, Spiritualità, Sviluppo spirituale
Domande sul riconoscimento del male e lo studio della Kabbalah:
Domanda: cosa dobbiamo fare dopo essere giunti al riconoscimento del male?
La risposta di Rav Laitman: se avessi riconosciuto il male dentro di te, lo odieresti così tanto che indirizzerestii tutte le tue energie per sradicarlo fuori da te. Questo è ciò che devi fare. Comunque, mi chiedi cosa dovrai fare perché non lo hai ancora raggiunto e sei ancora in grado di vivere con esso.
Domanda: cosa devo fare se insieme al mio grande desiderio per la spiritualità, ho paura di perdere quelle poche cose che ho ancora in questa vita?
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Settembre 30, 2009 at 04:45 · Filed under Definizioni
Un principiante nella Kabbalah trova se stesso al di fuori di qualunque convenzionalismo, riti o costumi di questo mondo, perché comincia a sviluppare un nuovo senso, il punto nel cuore, che è in relazione solo al Creatore.
Scopre così che nessuna religione, costume o rituale, ha qualcosa a che fare con il Creatore, ma che sono stati creati dalle persone per ottenere sicurezza, per giustificare la propria esistenza…
La Kabbalah stabilisce che qualunque persona può studiare questa scienza e al tempo stesso sentire la necessità di osservare determinati rituali, costumi e tradizioni.
Nella Kabbalah non esiste nessun concetto che vieta all’uomo di avvicinarsi a queste pratiche, anzi, raccomanda di continuare a seguire le proprie osservanze fino a che non ne senta più la necessità.
Inoltre, la Kabbalah incoraggia a rispettare le tradizioni, affinché aiutino l’uomo a essere più disciplinato e meglio organizzato, durante il periodo di apprendimento delle regole Kabbalistiche, nello sviluppo del desiderio di conoscere il Creatore, il Mondo Superiore, per essere guidato a pensare e ad agire in una maniera completamente corretta.
Rav. Michael Laitman
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Settembre 16, 2009 at 04:48 · Filed under Definizioni, Rav Laitman, lezioni di kabbalah
Il metodo della correzione del mondo
Dalla preparazione della lezione del 13/09/2009
Per chi lavoro io?
Domanda: È detto: “L’importante non è la ricompensa, ma per chi stai lavorando”.
Come fai a pensare a questo e non alla ricompensa?
Risposta: Queste parole possono confondere l’uomo. Ma per chi è che lavoro? Per me? Per me e nessun’altro. È vietato immaginarsi il Creatore sotto forma di qualche immagine.
Il Creatore è la qualità di dazione che noi dobbiamo scoprire dentro di noi, per questo la risposta alla domanda “per chi è che lavoro?” dipende soltanto da chi credo di essere; se io mi vedo attraverso le mie caratteristiche egoistiche, allora a me sembra di lavorare per il Creatore oppure se io mi auto – interpreto con il punto nel cuore, la futura qualità di dazione, il seme dell’anima, voglio raggiungere l’apparizione di queste qualità di dare dentro di me, che si chiamano: Creatore. Perché il Creatore per definizione è Borè, dalle parole BO e RE (vieni e vedi), stabilisci queste qualità dentro di te. Read the rest of this entry »
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Agosto 22, 2009 at 06:09 · Filed under Altruismo, Bnei Baruch, Creatore, Definizioni, Kabbalah, Reincarnazione, Spiritualità
Domanda: mi chiamo Daniel e ho 15 anni. Recentemente ho avuto una conversazione con mio zio sulla saggezza della Kabbalah. Lui dice che quelli che studiano la saggezza della Kabbalah vivono per sempre, questo non mi sembra molto logico. Vorrei sapere che cosa succede all’anima dopo la morte.
La risposta di Rav Laitman: è vero: una persona che ha ottenuto la vita della sua anima percepisce la sua esistenza come eterna. Ma tu probabilmente pensi che l’esistenza eterna sia impossibile perché la colleghi al tuo corpo. Naturalmente non possiamo esistere per sempre nel corpo, perché questo genere di esistenza è imperfetta (egoista). Il corpo è creato per essere temporaneo (l’opposto del Creatore) e il suo solo scopo è di essere corretto, per renderlo simile al Creatore. E lo stato corretto è eterno. In più, il nostro stato temporaneo è di fatto un’illusione, che ci viene data solo per comprendere il suo male, come un brutto sogno, così che ne possiamo restare colpiti e quindi ce ne separiamo. Read the rest of this entry »
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Agosto 20, 2009 at 09:16 · Filed under Ambiente, Amore, Anima, Correzione, Creatore, Definizioni, Ego, Kabbalah, Spiritualità, Sviluppo spirituale
Domanda: è corretto dire che il cammino della Luce non elimina i problemi dalla vita di una persona, ma che vengono percepiti in modo diverso? Poiché la persona si trova ad un livello più elevato, non ha gli stessi problemi che aveva prima perché il suo atteggiamento verso gli stessi è cambiato o meglio, è cambiato il suo atteggiamento verso l’origine dei problemi. L’uomo, che segue il cammino della sofferenza, trovandosi di fronte agli stessi tipi di problemi, soffre.
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Agosto 12, 2009 at 17:32 · Filed under Definizioni, Kabbalah, Natura, Realtà

Tra l’animale e l’uomo, qual’è la differenza…
Un nuovo clip di www.illuzia.net/it
C’è il minerale, il vegetale, l’animale e gli esseri parlanti, e in loro la punta dell’anima santa. Sono i desideri dell’uomo a parte questo, non c’è niente in lui. Nella saggezza della Kabbalah non si parla , di carne, di liquidi, di elettricità, né di minerali in noi. La saggezza della Kabbalah parla del desiderio, è la cosa più importante.
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Agosto 12, 2009 at 09:08 · Filed under Definizioni, Kabbalah, Rabash, Religione
Domanda: secondo il Rabash, le persone prescelte sono coloro che possono spostarsi dall’esteriorità all’interiorità e coloro il cui cuore cambierà con l’aiuto delle proprie azioni. Allo stesso tempo, tu ci ricordi sempre che i comandamenti esteriori non sono niente di più che segni esteriori, i quali non hanno alcuna connessione con la correzione dell’anima.
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