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26 Maggio 2012

Archive for Gruppo

La meta spirituale è uguale per tutti

Domande sull’ottenimento della radice spirituale di un’anima:

Domanda: se non ho risolto i miei problemi mondani, posso risolvere i problemi della mia anima?

La risposta di Rav Laitman: sì. In fatti, questo è il solo modo con il quale puoi capire cosa sono realmente i tuoi problemi mondani.

Domanda: come posso dire qual’è il mio obiettivo spirituale?

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Uguaglianza e fraternità sono i mezzi per raggiungere la spiritualità

Domande sul gruppo e sulle connessioni virtuali:

Domanda: abbiamo imparato che tutta la realtà è dentro di noi e che sono i nostri desideri che la fanno sembrare come fosse al di fuori di noi. Abbiamo Imparato inoltre che è necessario raggiungere l’amore per il nostro prossimo, nel modo in cui amiamo noi stessi. Allora perché devo arrivarci solo con il mio gruppo che studia la Kabbalah? Perché non farlo anche con tutti gli altri miei desideri, con il mondo intero?

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Cos’hanno in comune i mascalzoni e i profeti con il gruppo virtuale di Bnei Baruch?

Domanda: è scritto che il mascalzone Bilam era un grande profeta, come Mosè. Capisco che questa sia la descrizione dei desideri che si rivelano in una persona e della Luce che non può essere rivelata nei desideri non corretti. Ma perché il desiderio che non è assolutamente corretto, Bilam, non solo non è capace di rivelare la Luce, ma può avere il livello di un profeta? Come poteva Bilam raggiungere il livello della profezia mentre era in un simile stato non corretto?

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Il Gruppo è il luogo per il discernimento di tutte le tue domande spirituali

Domanda sul lavoro in un gruppo Kabbalistico

Domanda: «In una delle tue lezioni hai detto che le persone del gruppo sono inviate a me dal Creatore e, se le amerò, allora il Creatore amerà me. Questo è chiaro per quanto riguarda la spiritualità, il gruppo Kabbalistico di amici. Ma nella mia vita quotidiana sono circondato da altri gruppi - la mia famiglia, i vicini, i colleghi e altri. Le persone si trovano in questi gruppi per caso o devo avere verso di loro lo stesso atteggiamento che ho verso i miei fratelli spirituali»?

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L’amicizia, l’amore, e tutto ciò che c’è in mezzo

Domanda: può un’amicizia (tra uomini e donne) essere vista come il primo passo per mantenere la Mitzva di «ama il tuo prossimo come te stesso»?

Risposta: No. L’amicizia è basata su interessi comuni, abitudini ecc. Come opposto di ciò,l’amore per altri è il lavoro di avvicinarsi all’anima del suo amico per un obiettivo spirituale.
Io raccomando di leggere il materiale sul lavoro nel gruppo.



Come mantenere connessioni virtuali effettive

Domande sulle connessioni all’interno dei gruppo virtuali:

Domanda: Partecipando alle lezioni virtuali, abbiamo creato un gruppo Internet unito che non si trova fisicamente in un luogo, ma è connesso solo attraverso la dimensione temporale, on line. Questo è un gruppo di persone che hanno la stessa mentalità, cioè un gruppo di amici. Faccio parte del gruppo se ascolto le lezioni più tardi, invece che alle 3 AM, ora d’Israele?

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L’amore del prossimo, l’unità del gruppo e le condizioni del mondo

Domanda: «c’è un legame tra il lavoro individuale di “amare il tuo prossimo come te stesso” l’unità del gruppo, le condizioni del mondo e la sua volontà di accettare la saggezza della Kabbalah»?

Risposta del Rav Michael Laitman: sicuro. Ci rivolgiamo con “ama il tuo prossimo come te stesso” nel nostro gruppo di diffusione, non in termini di vendita dei libri, ma di diffusione in termini di forza interna che agisce nel mondo.
Rav Laitman continua spiegando come un amico è responsabile e può nuocere al mondo.



É più facile la via dell’uomo?

Rav Laitman: Cos’è chiaro ad un uomo? Lui viene a studiare tutte le mattine, se lo fa a casa col computer, come una donna o al campus o in qualche altro luogo, oppure legge un libro, dipende in ogni caso dal livello e dal ritmo con cui studia.
Anche lui ha comunque la stessa domanda. E allora? Se viene in un gruppo è tutto a posto? Lui viene nel gruppo, fa qualcosa col gruppo, ma la domanda interiore è sempre la stessa: «cosa sto facendo? É giusto o sbagliato? Cos’altro posso fare?» Osserva gli altri e cosa vede? Che anche loro esteriormente stanno recitando.

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L’ io corretto

Domanda: potrebbe spiegarmi cosa significa che “il Creatore è l’io corretto“? Sono confuso, non è forse Lui, il grande Dio verso il quale ci dobbiamo dirigere, sapendo che il vero motivo della vita è di conoscerLo?

Risposta di Rav Laitman: il Creatore è ciò che viene percepito quando si esce da sé stessi, dal proprio egoismo, unendosi agli altri, in accordo al principio “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Così si crea il Kli, che consiste in diverse anime che si cancellano ognuna in relazione all’altra. In questa maniera possono controllarsi a vicenda, con lo scopo di elevarsi al di sopra del proprio io.
Negli intenti di unione tra loro, le persone scoprono l’impossibilità di realizzare tale azione, ed è allora che necessitano di una forza esterna (della Luce, del Creatore, di Ohr Makif), affinché doni loro, in giusta proporzione, le forze per elevarsi al di sopra di sé stessi.

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I Dubbi all’Inizio del Cammino…..

Una domanda che ho ricevuto: Ho partecipato ad un seminario di Kabbalah a Tallin, qualche tempo fa. All’incontro, ho espresso il mio sdegno per questa affermazione: “Durante una discesa una persona può progredire persino meglio che durante un’ascesa, poiché solo in quel momento la persona utilizza la forza del gruppo, che è sempre più forte della sola propria forza. Gli amici di ognuno di noi, nel gruppo, sono stati selezionati dal Creatore Stesso. Se tu amerai loro, Lui ti amerà.”

Avevo l’abitudine di progredire e di risolvere le cose per conto mio. Forse è sbagliato, ma è stato così per tanto tempo. Qui vedo le persone che cantano insieme, si tengono la mano, e quando cantano le canzoni, credo che non solo non riescano a vedere o conoscere il testo, ma sembra cantino anche senza spirito - quindi cosa dovrei fare?

Io metto più spirito nello scrivere una lettera a una donna che amo o nel guardare i suoi occhi. Non posso ancora permettermi di essere una parte del gruppo. Forse non sono ancora pronto e devo lavorare per conto mio, in quanto il gruppo mi è estraneo. D’altro canto, parlare alle singole persone, la sera a Tallin, è stato un piacere. Ma quando arrivava il momento di cantare e di abbracciarsi, io volevo andarmene.

La Risposta di Rav Laitman: Tutti rifiutano questo all’inizio. Alcune persone sono sociali di natura, alcune più solitarie. Personalmente appartengo a questi ultimi, quindi ti capisco bene. Cosa dovresti fare? Dovresti partecipare il più che puoi. E dopo di ciò la vita ti condurrà, perché quando fai degli sforzi e non ricevi un risultato, tu capirai che non c’è via di uscita, perché le nostre correzioni giacciono nell’unione delle anime. Tu non devi abbracciare le persone o essere intonato. Devi studiare e diffondere, il resto giungerà al momento giusto. Non forzare, mai te stesso.



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