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20 Giugno 2013

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Il metodo della correzione del mondo

Il metodo della correzione del mondo

Lezione 26 dal libro “I frutti della saggezza” del 13/09/2009

Non passare in maniera indifferente vicino a questa porta

Nel mondo materiale, anche se la porta è chiusa riesci a vedere che in questo posto c’è la porta, invece nella spiritualità non si vede la porta chiusa finché essa non si apre. La porta è invisibile, è un tutt’uno con il muro, non appena l’uomo corregge se stesso in quanto sia capace di attraversare la porta, cioè si è auto-corretto le sue caratteristiche rispetto al prossimo gradino, a lui gli si apre l’ingresso. Un attimo prima invece lui non vedeva la porta e nemmeno una spaccatura. Non appena l’uomo corrisponde al prossimo gradino, cioè ottiene quella qualità della dazione che gli viene richiesto in quel momento, vede la porta e gli si apre e allora il kli e la Luce si uniscono insieme.

Quale ricompensa ti aspetti?

L’uomo finisce la sua vita e tiene a ottenere una ricompensa nel mondo futuro per il fatto che lui è stato molto obbediente, credente e faceva tutto ciò che gli chiedeva la religione. Però che cosa può ottenere lui se non ha preparato i suoi desideri per godere di questo mondo? Ma nel mondo spirituale non c’è tutto questo, le immaginazioni primitive di questo hanno portato l’uomo alla conclusione di portare con sé nella tomba più bene possibile da questo mondo. Se noi parliamo del Creatore come di un qualche re per il quale noi dobbiamo lavorare allora ci trasformiamo in persone religiose, se invece il Creatore è dentro di noi (questa è la qualità di dazione e amore) che noi dobbiamo ottenere qui e adesso, allora noi lavoriamo per noi, per correggere noi stessi e non per la ricompensa o la punizione da parte di qualche governatore potente ed estraneo. In questo consiste la differenza tra la Kabbalah e la religione. In questo caso a noi serve la forza della correzione dell’egoismo, cioè la forza della Kabbalah, della Torah, perché la sua luce ci porta alla sua sorgente, cioè al Creatore. Read the rest of this entry »



Perché la Crisi Finanziaria sta portando la gente verso la Religione

Domande sull’economia e la religione.

Domanda: come puoi spiegare il fatto che negli Stati Uniti, la crisi finanziaria stia portando molte persone verso la religione?

La risposta di Rav Laitman: osserviamo questo tipo di reazione nel corso di tutta la storia dell’umanità. Infatti, questa è la ragione primaria per la quale la religione fu inventata - per confortare l’uomo dai colpi del destino che sembrano arrivargli senza una buona ragione. La religione promette alle persone un premio nel mondo dell’aldilà per le loro sofferenze. Naturalmente, è difficile rinunciare a un sogno e le persone sono anche disposte ad uccidere coloro che uccidono le loro speranze (come faccio io).

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Concentrarsi sul Mondo Superiore e non su quanto si può guadagnare

Una persona dopo aver letto un mio articolo intitolato: “Ogni uomo per se stesso”, che descrive la scena di Wall Street di quest’anno, mi ha chiesto:
«É corretto supporre che il cuore di Wall Street, il cuore della politica nordamericana, il cuore degli affari, portato avanti con il concetto “ogni uomo per se stesso”, quello che lei descrive come la crescita totale dell’egoismo, sia arrivato al suo punto critico? Io lavoro a Wall Street, in un posto tecnico. Dovrei cambiare carriera, per non essere soggetto a questo castigo? Onestamente,  diventare un operaio, costruttore di strade, falegname, potrebbe essere più in linea con i principi della kabbalah?».

La risposta di Rav Laitman: «I Kabbalisti hanno sempre preferito lavori più semplici che non impegnino troppo la mente che deve essere libera, per pensare ai Mondi Superiori, invece di preoccuparsi di quello che guadagnerà. Tuttavia, se il suo ruolo che occupa è di tipo tecnico, non dovrebbe influire sul cammino spirituale. In questo caso non importa, dove lei lavora, purché lo faccia in un’organizzazione legalmente costituita. Le consiglio pertanto di conservare il suo posto».