Rav: c’è una canzone speciale che si canta quando si passa il Mar Rosso, all’uscita dalla materialità alla spiritualità:
“המעביר בניו בין גזרי ים סוף Amaavir banav° bein ghizrei Iam Suf
“Colui che fa passare i suoi figli fra le parti – squarci del Mar Rosso,
את רודפיהם ואת שונאיהם בתהומות טיבַּע Et rodfeem veet soneem bit’umot tiba
Lui fece annegare i loro persecutori ed i loro nemici (alla lettera – coloro che odiano) negli abissi,
ראו בניו גבורתו, שיבחו והודו לשמו”. Rau banav gvuratò, shibhù veodù liShmò
i Suoi figli videro la Sua potenza, glorificarono e lodarono il Suo Nome”.
Rav: questa è una canzone speciale alla Forza Superiore che fa passare l’uomo dalla materialità, attraverso il Machsom – la barriera, alla spiritualità. Non viene fatto passare un solo uomo, ma coloro che sono interessati a collegarsi assieme. La Forza Superiore li fa passare rivelandosi a loro e con la forza di questa rivelazione loro possono passare la barriera.
Infatti noi stessi non ne siamo capaci, ma con il nostro desiderio, con i nostri sforzi, agognando che questo succeda, noi invitiamo la rivelazione. E quando si vede la rivelazione della Forza Superiore, allora si passa.
° nella canzone è ripetuto due volte
Il Rav poi canta una canzone con parole del salmo di Davide 116, ottavo versetto:
ח כִּי חִלַּצְתָּ נַפְשִׁי, מִמָּוֶת: אֶת-עֵינִי מִן-דִּמְעָה; אֶת-רַגְלִי מִדֶּחִי. Ki hilatzta nafshi mimavet, et-eini min – dim’à, et-raghli midehi
Perché Tu hai dato scampo alla mia anima dalla morte
ai miei occhi dalle lacrime
al mio piede dall’inciampo
Per parlare della fabbrica devo necessariamente soffermarmi sul fabbricato. Per vederlo da una prospettiva migliore, su tre dei suoi lati e nella sua interezza, mi sono messo a una distanza di 100/150 metri. Ogni volta, per ogni suo lato, attraverso la strada a doppia corsia, mi scelgo la migliore visuale, considerando macchine parcheggiate, piloni della corrente, che qui sembrano essere esageratamente numerosi, e cercando di apparire meno strano possibile, accendo una sigaretta e mi godo il panorama aspirando lentamente. Read the rest of this entry »
Domenica scorsa si è svolto finalmente il secondo minicongresso a Torino,dopo quello di dicembre.
Dopo il magnifico congresso di gennaio a Roma davvero non vedevo l’ora di poter riabbracciare gli amici e riassaporare quell’atmosfera che ogni volta sento solo quando sono in mezzo a loro.
Non eravamo molti,ma devo dire che l’unione è stata davvero forte e mi son sentito a “casa”.
Ringrazio davvero tutti gli amici che hanno partecipato,in particolare Sonia che ci ha ospitato e Marco,Davide e Ciro che nonostante nevicasse e nonostante fossero lontani,hanno fatto di tutto per poter esserci e il loro sforzo mi trasmette ancora di più l’importanza dello scopo e mi fornisce ulteriori stimoli per avanzare nel cammino spirituale.
Tutto ciò è meraviglioso e non ci son parole per descriverlo!
Ieri sera alle 19 ero in sala editing di Bnei Baruch, a Petah Tikva, a una trentina di chilometri da Tel Aviv; a un tratto intuisco una presenza al mio fianco, era uno die miei Amici di BB che non sapendo (peggio di me) l’inglese, emettendo dei suoni incomprensibili, cercava di comunicarmi qualcosa. Dopo una decina di minuti ci accordiamo sul fatto che mi vuole dire di andare alla, diremmo noi mangiata che si svolge in un giardino pubblico qualche centinaio di metri da BB.
Organizzato dai Georgiani, quindi cibo e musica Georgiani. Nel pentolone a bollire verdure varie, ceci e carne di pecora ed aromi non meglio identificati. Buonissimo!
L’organizzazione e il cibo sono Georgiani, ma lo spirito … non può essere che Kabbalista!
Anche la musica Georgiana dura poco …
Per lasciare il posto a … indovinate un pò!! Alla meravigliosa musica kabbalista!
A dicembre era stato fatto un incontro a Torino, io pensavo … quasi quasi ci vado, mi piacerebbe … ma poi ho iniziato a pensare, è lontano, dove mi fermerò a dormire, tra l’altro tra persone che non conosco … magari sarei solo di impaccio … e non ci sono andato … poi si è svolto e io sono rimasto a casa a rodermi il fegato.
A febbraio c’è stato il congresso a Tel Aviv, io ci volevo andare, mi sarebbe piaciuto molto … ma poi ho pensato, però devo fare il passaporto, costa tanto e non ho abbastanza soldi, è una strapazzata … non mi accompagna nessuno … etc etc …
Poi si è svolto il congresso (tutti avete visto cosa è stato) e io sono rimasto a casa a rodermi il fegato. Read the rest of this entry »
Studiare all’interno di un gruppo di amici che studia la Kabbalah è una cosa che va al di la di tutti gli schemi che la vita ci porta normalmente a rispettare.
Qualche volta capita, come in questo caso, che un amico ti chieda di fare una cosa, di riportare una tua esperienza, e anche se ti senti la persona meno adatta a farlo, acconsenti. Studiare all’interno di un gruppo di amici che studia la Kabbalah è un’esperienza piuttosto singolare e sebbene io possa cercare di usare le parole giuste per esprimere quello che provo, sono sicuro che queste non renderanno l’idea.
Proviamoci! … Si ma da dove comincio? … Ecco ci sono, parliamo degli amici!
Amici, che parola! È un po’ come studiare una lingua straniera per tanti anni e dopo … che so … dieci anni, ti accorgi che una parola della quale eri sicuro di conoscere il significato, in realtà significa tutt’altra cosa. Nella nostra vita quotidiana chiamiamo amici le persone più disparate, a me è capitato di definire amico qualcuno con il quale non avevo niente in comune, nessuna affinità, era giusto una questione di abitudine. Read the rest of this entry »
“E’ un piacere per me scrivere un pensiero riguardo la mia esperienza al congresso. Mi chiamo Elena e ho 21 anni insieme al mio ragazzo Anthony e a 2 amici Alessandro e Luca abbiamo deciso di partecipare al mega congresso a Roma; siamo arrivati a tale decisione perchè Anthony e Alessandro avevano scoperto la kabbalah attraverso dei video e il sito internet dopo si è interessato Luca ed infine io. Abbiamo seguito tutte le lezioni del corso virtuale di Moshe e poi abbiamo desiderato di venire al congresso e ci siamo riusciti, abbiamo messo da parte i soldi e siamo partiti in macchina non sapendo cosa ci aspettava ma sentivamo il desiderio di farlo. Il tutto nel giro di un paio di mesi.
Che dire.. è stata una delle esperienze più belle che io abbia mai vissuto, il fatto di essere stata accolta così calorosamente e sentire tutta quella energia dentro di me è stata un’emozione fortissima mai provata, però se devo essere sincera inizialmente ero molto spaventata e non riuscivo a stare lontana da Anthony (il mio fidanzato), una sorta di paura non conoscendo nessun’altro e soprattutto non sapendo quello che sarebbe successo in quei giorni. Ero anche spaventata del fatto che, essendo una persona molto sensibile, ogni volta che qualcuno parlava in pubblico (se così si può dire) mi tremavano le gambe come se a parlare ero io emozionata come lo erano loro, anche seguendo le lezioni dal vivo di Laitman mi capitava. Sensazioni mai provate infatti mi sentivo strana ma incredibilmente felice, non riuscivo nemmeno a parlare, ma soprattutto è meraviglioso pensare a tante persone tutte insieme che si emozionano, che fanno emozionare e riescono ad essere se stessi senza la paura di venire giudicati per come sono. Tutto ciò per me è magnifico e ringrazio tutti per quello che mi hanno dato ma soprattutto Anthony che mi ha fatto conoscere la Kabbalah e condiviso questa esperienza meravigliosa con me.”
Per me è sempre molto difficile ridurre emozioni e sentimenti a parole ed in particolare a parole scritte.
Ho sempre cercato nella mia esistenza l’emozione perché ancora adesso la considero come il segnale di qualcosa di fondamentalmente buono e da quando ho scoperto la kabbalah l’emozione non mi è mai mancata.
Ho trovato come molti un libro che mi ha fatto desiderare di approfondire l’argomento, internet ha fatto il resto…
La vera sorpresa è stata avere trovato voi, cioè una moltitudine di persone in tutto il mondo che mi ha accolto senza problemi e con amore.
Le lezioni in diretta sono state la risposta a molte delle mie domande. Read the rest of this entry »
C’è un’unica cosa che ci porta a scoprire la Kabbalah, a cercarla, a viverla: il senso di vuoto, di insoddisfazione che deriva va tutto il resto della vita. Il lavoro dei sogni che arriva eppure non ci basta, il cercare sesso ovunque e persone da conoscere in ogni momento eppure non ci basta, studiare e diventare dei dotti sapienti eppure non ci basta… non ci basta e cerchiamo altro… e troviamo la Kabbalah.
Questo è stato l’inizio del mio cammino e questo continua ad essere il mio cammino.
Quando ho cominciato a studiare sono rimasto colpito nel profondo del cuore, ma mai avrei immaginato di rimanere così colpito anche incontrando gli altri amici che che studiavano Kabbalah con Bnei Baruch… Il corso è stato bello all’inizio, ma la vera Kabbalah, concreta, viva, pratica, l’ho scoperta dopo aver visto i volti dei miei amici, averli abbracciati ed aver cominciato a lavorare ocn loro per la divulgazione. Read the rest of this entry »
Come ho vissuto il Mini Congresso di Torino, 12 -13 - Dicembre 2009
Non dimenticherò mai questi due giorni, li ho bramati, desiderati così intensamente da ripetere a me stessa una sorta di conto alla rovescia interiore.
Da quando ho letto sul forum che a Torino ci sarebbe stato un mini congresso, ogni giorno il mio pensiero era rivolto a questo incontro e dentro di me, aumentava il desiderio di condividere con gli amici i miei pensieri e la saggezza della Kabbalah.
E finalmente il sogno è diventato realtà.
Dieci Amici…opss!! scusate, Undici, (come posso non citare Luna, il cane di Giorgio, che ha condiviso con noi tutto questo). Uniti insieme in un unico desiderio:la spiritualità, il punto nel cuore. Read the rest of this entry »