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19 Giugno 2013

Archive for Punto nel cuore

Woodstock delle Anime di Zamir Golan

Woodstock

Woodstock delle Anime

Una riflessione su Woodstock in occasione del suo 40° anniversario

di Zamir Golan

‘Siamo qui per creare un mondo migliore… e le persone alle quali importa abbastanza di questo possono cambiare il corso della Storia.

Avi Hoffman, 1967

Esattamente 40 anni fa, alla fine dell’estate del 1969, a metà fra lo scalpitare degli Americani nel Vietnam e il piccolo grande passo di Niel Armstrong sulla luna, è accaduto un evento eccezionale che ha cambiato l’aspetto del mondo. O almeno intendeva farlo. È cominciato tutto con una pubblicità ”innocente” apparsa sui cartelloni, su cui erano disegnati una chitarra e una piccola colomba, e che parlavano di una grande manifestazione che si sarebbe tenuta di li a breve. Poco tempo dopo, la notizia si è diffusa attraverso tutta l’America, e migliaia di giovani hanno cominciato ad affluire verso una cittadina anonima nel nord dello stato di New York. Lì, nei campi da pascolo di un agricoltore ebreo di nome Max Yasgur, proveniente da Bethel, è successo qualcosa che nessuno, compresi gli organizzatori del festival, aveva previsto. Cos’é veramente successo a Woodstock?

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L’unico punto di libertà è la tua reazione al Creatore

Tutti i pensieri e i desideri, sia privati che sociali, ci vengono mandati dall’alto, dal Creatore. Derivano tutti dalla singola forza della Natura (vedi l’articolo Non esiste nulla tranne Lui). In questo caso è necessario essere in dialogo costante con il Creatore, esaminare continuamente ciò che scopri nel tuo cuore e nella tua mente e provare a capire cosa il Creatore ti sta dicendo, come ti organizza e quale reazione tu dovresti avere.

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L’Anima è la Qualità di Dare in Assoluto, senza di essa siamo Animali

Domande sull’anima:

Domanda: dopo tutto quello che è stato detto, ancora non capisco - l’anima esiste? Tu hai detto che non abbiamo un’anima e che dobbiamo sviluppare il «punto nel cuore», il quale si evolve fino a diventare l’anima. Dall’altro canto, hai detto che l’anima si incarna nel corpo. Allora l’anima l’abbiamo oppure no? Siamo noi l’anima? Se non è così, allora che cosa siamo?

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Dobbiamo unire solo i nostri punti nel cuore

Domande sul lavoro interiore.

Domanda: Come parti di una sola anima, tutti noi dipendiamo gli uni dagli altri sia che ne siamo consapevoli oppure no. Ogni persona contiene l’intero mondo. Qual è dunque la misura della dipendenza tra di noi? Dovremmo aumentarla o dovremmo vederci come individui e unire solamente i nostri punti nel cuore?

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Ama il prossimo tuo come te stesso, questa è la ricompensa

Domanda: Cosa ne pensi della divulgazione della Kabbalah alle masse attraverso il Cristianesimo e l’Islamismo? Applicare il metodo della Kabbalah allo studio dei Vangeli produce dei risultati stupefacenti. Cominci a capire che non stai leggendo della favole o trucchi magici, ma di sforzi per cambiare qualcosa nel mondo spirituale, e vuoi spiegarlo a tutti quelli che ancora non lo sanno o non lo hanno capito. Credo che dovresti spiegare questo ai tuoi studenti Cristiani, specialmente poiché il Vecchio Testamento rappresenta una parte importante della Bibbia. Una volta capito questo, una volta che percepiranno il raggiungimento della vera felicità senza la necessità di allontanarsi dalla loro cultura o religione, potranno portare questo concetto anche più in là.

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Struttura del Primo Uomo (Adam HaRishon)

Un’operazione di restrizione nell’uso dei cinque sensi non comporta la rinuncia di qualcosa in questo mondo, ma significa prestare attenzione allo sviluppo del punto nel cuore, contrariamente a quanto siamo abituati a fare. I cinque “sensi naturali”, in questo caso, possono continuare a ricevere ciò che è naturale ricevere. Il senso non sta nell’investire nella realizzazione di essi, ma nello sviluppo del punto nel cuore, indipendentemente da ciò che i cinque sensi ci chiedono come necessità corporea di sostenere l’esistenza.

Rav. Michael Laitman



Perché studiare la Kabbalah?

Studiando i testi kabbalistici, una persona comune apprende cose che prima le erano nascoste e che la porteranno all’acquisizione del sesto senso mediante il quale potrà vedere e sentire ciò che precedentemente non poteva percepire. I Kabbalisti non trasmettono la conoscenza della struttura del Mondo Superiore o spirituale senza un motivo valido, ma possiamo rilevare un fenomeno della massima importanza nei loro scritti: tutti abbiamo la capacità interiore di sviluppare questo sesto senso ( A questo proposito si può leggere il capitolo «Kabbalah e spiritualità»).

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Domande sul Faraone

Domanda: Io proprio non capisco. Perché una persona deve combattere se stesso per entrare in questo fittizio ‘altro’ stato? E perché ne avrebbe bisogno?

La risposta di Rav. Laitman: hai ragione: se tu non hai il punto nel cuore, continuerai a vivere senza preoccupazioni. Dopo tutto, una persona realizza il desiderio che si è risvegliato. Se il punto nel cuore di una persona si è risvegliato, viene guidata dal desiderio di rivelare, capire e sentire il Creatore; deve raggiungere questo.

Domanda: Io sto cercando di capire come sia possibile cambiare la propria natura, perché continuo a scoprire come siano egoistici i miei pensieri e come lo diventino sempre più.

Quindi, perché devo distruggere me stesso con questo lavoro senza senso al posto di vivere una vita normale?

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Come arrivare alla connessione

Tutto comincia con una semplice decisione: smettere di fuggire. Il momento in cui ci si chiede qual è il significato della propria vita coincide con il punto d’inizio della nostra connessione, con la fonte della felicità: il Creatore. In altre parole, la risposta al nostro interrogativo e la connessione con il Creatore sono analoghe.
I Kabbalisti spiegano che per realizzare la connessione con il Creatore si attraversa un processo graduale di sviluppo a livello interiore, in modo da raggiungere la vera libertà, che non sta nello scalare montagne, viaggiare fino all’altra estremità del mondo o cercare di scappare dalla nostra vita quotidiana. Per sentirsi liberi occorre lasciare spazio a questo interrogativo interiore, affinché si risvegli e ci guidi. Allora si aprirà il sentiero verso la perfezione e cammineremo verso la vera ed eterna libertà.
Rav Michael Laitman