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4 Dicembre 2008

Le Melodie della Kabbalah: Nigun

Baal HaSulam volle che i suoi studenti cantassero melodie Kabbalistiche, piuttosto che altre melodie che la gente canta abitualmente. Prese dunque alcune melodie del suo maestro, il Rav Admor da Pursov, altre le creò lui stesso, e le insegnò ai propri studenti.

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70 anni fa il primo giornale di Kabbalah

phpthumb_generated_thumbnail4Nel 1940, il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) pubblicò il primo e, come poi si rivelò, anche l’unico, numero del suo giornale “Kabbalah Ha-Uma” (La Nazione).

Il suo obbiettivo era di diffondere l’antica saggezza della Kabbalah usando un linguaggio semplice ed uno stile moderno.

Il giornale fu chiuso per volontà delle autorità britanniche, dopo che ebbero ricevuto informazioni distorte (e false) sul fatto che il giornale intendesse diffondere la propaganda comunista.

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Rabash: l’ultimo grande Kabbalista

Rav Baruch HaLevi Ashlag (Il Rabash), figlio e successore di Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (conosciuto come il Baal HaSulam per il suo commento al Libro de “Lo Zohar”) è stato un Kabbalista nascosto. Nonostante il suo alto livello spirituale, il Rabash è stato un uomo umile, che ha dedicato tutto il suo tempo a studiare e scrivere. Malgrado tutto, è difficile trovare le parole adatte per descrivere il suo enorme contributo…



Le melodie della Kabbalah - LeHagid ba Boker Hasdecha

Baal HaSulam, il più grande Kabbalista del 20esimo secolo, scrisse canzoni e compose melodie come espressioni delle proprie realizzazioni spirituali. Molte delle sue melodie sono composte da selezioni di testi Kabbalistici, come la bellissima LeHagid ba Boker Khasdekha.

Il Baal HaSulam volle che i suoi studenti cantassero melodie Kabbalistiche, piuttosto che altre melodie che la gente canta abitualmente. Prese dunque alcune melodie del suo maestro, il Rav Admor da Pursov, altre le creò lui stesso, e le insegnò ai propri studenti.

 

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L’azione della Luce che riporta al bene.

Tratto dalla lezione sul libro di Shamati, Articolo 62, “Discese e Incidenze, Ascende e si Lamenta”.

Domanda: Potrebbe spiegarci il processo completo di invitare la Luce che Riforma ?

Rav Laitman: Questo è il potere di concepire, perché la persona si trova in un grado nel quale non è più capace di tollerare il suo presente stato, ed è pronta a trascendere sino ad un nuovo livello, che le permetterà di essere più altruista, più affettuosa e di uscire dai propri interessi. Questo è quello che una persona desidera. “La Luce che Riforma” significa che una persona si accorge che odia le sue qualità ed i suoi desideri a tal punto da voler passare oltre.

Come spiega Baal HaSulam, una persona resta nella sua condizione presente fino a che risulta ovvio che soffre, arriva al punto di non tollerare più il suo stato, e desidera uscirne. Prima di arrivare a tale decisione, cioè che questa condizione rappresenta la sua morte, egli vi resta e soffre. Per potersi separare e lasciare il suo presente stato, una persona ha bisogno di sentire che questo è lo scopo di tutto, perché questa sensazione arriva dalla “Luce che riforma”.
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Le Melodie della Kabbalah - Bnei Eichalà

Coloro che sono figli del Palazzo del Re, cioè che desiderano giungere al Palazzo.

Il Palazzo del Re vuol dire Binà, la qualità dell’Ashpaà, della Dazione assoluta, la Forza del Creatore, Elokim – Iddio.

Figli significa coloro che vogliono giungere all’equivalenza di forma, essere come il Re, Banìm, figli che desiderano Lehavìn, di capirLo, e per mezzo della comprensione avvicinarsi a Lui e percepirLo, sono disposti, per (raggiungere) tutto ciò, ad attraversare tutto il sistema delle correzioni,e trasformare se stessi da un’estremità all’altra, dalla natura nella quale sono stati creati fino alla natura del Re.

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Sconfiggere il Creatore

“La Fatica”, dice il Baal HaSulam, “è ciò che si trova oltre la forza umana”. Perché? Per il semplice motivo che solo dopo che l’uomo arriva a desiderare ardentemente e con tutte le sue forze di uscire dall’ego, capisce che è impossibile, ma si comporta in ogni caso come Nachshon e si butta nelle acque del Mar Rosso prima che esse si aprano; solo questa azione innalza dentro all’uomo un’esigenza talmente forte per uscire dall’ego, che la Luce Superiore risponderà.
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