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 CONGRESSO INTERNAZIONALE DI KABBALAH 2009

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Il Dono della Toràh
Sintesi


articolo originale

“Amerai il tuo amico – Questa è una grande regola della Toràh”.

La parola “Regola” (klal) indica una somma di singoli dettagli, che sommati insieme fondano quella regola. Perciò se è stato detto su “E amerai il tuo amico come te stesso”, che è “Una grande regola nella torà”, noi dobbiamo capire, che le restanti 612 correzioni del desiderio di ricevere, sono la somma dei dettagli che compongono la correzione “E amerai il tu amico come te stesso”.

Non esiste nessuna preferenza in tutte le 612 correzioni dei desideri sulla correzione “E amerai il tuo amico come te stesso”, in quanto le 612 correzioni servono solo per interpretare e per darci la possibilità di eseguire l’amore per il prossimo, perché tutta la Kabbalah è la spiegazione di questa regola.

Lo scopo del creatore con la creazione dell’uomo – di rivelarsi all’uomo, perché questa rivelazione porta all’uomo riempimento piacevole, che solleva l’uomo dal conoscere e di aderire al creatore. Perciò,lo scopo della creazione e ce attraverso correzioni qualsiasi uomo potrà svilupparsi ,finche arriverà alla adesione con il creatore.

Per quale ragione il creatore non ci ha creati dall’inizio in adesione con lui?

Perché noi dobbiamo correggere noi stessi?

Per la ragione che colui che riceve sente se stesso umiliato.

Per questa ragione ci e stata preparata la possibilità di correzione, attraverso di essa noi guadagniamo il nostro guadagno. Allora tutti i piaceri che arrivano dal creatore, cioè che sono inclusi nella adesione, sono nostri e vengono ricevuti in completezza.

Tutta la grandezza e l’adesione, che ci viene garantita attraverso la nostra correzione è nell’equivalenza della nostra forma al creatore; allora tutti i piaceri e la completezza vengono attirati in modo naturale e dilagano in noi. Perché ogni equivalenza alla nostra radice viene sentita come piacere e tutto ciò che non si trova nella nostra radice, viene sentito in noi come una cosa difficile da sopportare.

L’uomo nasce con un maggiore amore per sé stesso che viene impressa in lui, e così tutte le sue azioni sono solamente per se stesso, senza nessuna dazione al prossimo. Proprio per questo lui è lontano dal creatore, che è tutta dazione. Questa è la ragione per qui l’uomo si trova in bassezza (umiliazione).

Ma attraverso una forza naturale che si trova nello studio della Kabbalah, l’uomo si sviluppa finché perde tutta la sua autostima e acquisisce intenzioni solo di dazione, così che anche il ricevimento della sua necessità per la sopravvivenza diventa solo per dargli la possibilità di dazione.

Esiste lavoro: tra l’uomo e il creatore e tra l’uomo e il suo amico, ma tutte due sono con lo scopo di portare l’uomo al traguardo, all’adesione. In realtà sono una cosa sola, perché se l’uomo fa un atto con l’intenzione di dare, senza ottenere un beneficio per se stesso, allora non sentirà nessun divario nel lavoro per amore del suo amico o per amore per il creatore.

È una legge naturale che ogni azione che l’uomo fa, anche per l’amore del prossimo, lui lo fa con l’aiuto del guadagno che riceverà. Vale a dire, l’uomo non e in grado di fare nessun atto d’amore per il suo amico, senza una ricompensa in cambio e perciò tali azioni non vengono definite “amore per il prossimo”. Soltanto se attraverso la luce l’uomo corregge se stesso in “dare” (Dazione), lui esce piano piano dalla sua natura e acquisisce una seconda natura di amore per il prossimo.

Ma prima delle correzioni di dazione, ogni cosa che l’uomo farà al prossimo (o al creatore o per l’uomo), verrà sentita in lui come una cosa vuota.

Un atto di dazione verso il suo amico è più adatto a portare l’uomo verso il traguardo, per la ragione che le azioni dell’uomo verso il creatore sono fisse e nessuno le esige. Invece gli atti tra l’uomo e il suo amico sono variabili e sono sempre richiesti da tutti coloro che circondano l’uomo, e per questa ragione sono più sicuri per ottenere il traguardo –“La Dazione”.

Per concludere il centro delle correzioni si trova nell’amore per il prossimo. Tutti i desideri dell’uomo si uniscono verso il traguardo che è “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, che dopo di ciò ottiene subito l’adesione al creatore.

 
 

 

 


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