Nell'articolo "Hanitzanìm"
(I germogli)
Rabbi Shimon Bar-Iochai ci
spiega come l'uomo s'innalza, giorno dopo giorno, ascendendo la scala Spirituale
fino a meritare di giungere al livello più elevato della realtà.
Rabbi Shimon aprì: «I
germogli sono apparsi sulla terra». I Germogli - questo è l'Atto di Bereshìt (Genesi).
Ogni parola del
Libro
dello
Zohar ha un significato particolare. Di
conseguenza, quando Lo Zohar ci racconta che "Rabbi Shimon aprì",
intende alludere che Rabbi Shimon “svela” per chi legge il
Libro dello
Zohar i canali della Abbondanza Superiore.
I "germogli" si
riferiscono all'Atto di Bereshìt. Bereshit in ebraico è ("Genesi", “in
principio”), vale a dire l'inizio del cammino Spirituale. Secondo la
Kabbalah "terra" (Eretz) significa desiderio (Ndr.
Ratzòn,
proviene dal vocabolo Eretz) e simboleggia il desiderio primario di
procedere nel cammino Spirituale che si risveglia in una creatura.
L'espressione «I
germogli sono apparsi nella terra» simboleggia l'inizio del processo
Spirituale che la creatura sperimenterà nel futuro. La comparsa dei germogli
nell'albero simboleggia l'inizio dello sviluppo del frutto. In modo simile,
parlando dell’uomo i "germogli" simboleggiano l'inizio del suo cammino
Spirituale.
«Sono apparsi sulla terra.
Quando? Nel terzo giorno, essendo scritto “E la terra produsse”. Allora sono
apparsi sulla terra».
La saggezza della
Kabbalah
spiega che la parola "giorno" simboleggia l'azione del Creatore sulla
creatura. I sei giorni di Bereshìt sono paragonati alle sei azioni
per mezzo delle quali il Creatore innalza la creatura alla Spiritualità, fino a
farla giungere alla sua correzione finale che avviene
"Il giorno del Sabato”.
"Il terzo giorno"
allude alla rivelazione
della terza azione di correzione per mezzo della quale il Creatore sviluppa
l'anima della creatura. Il significato delle parole «E la terra produsse»
è che l'anima inizia a correggersi per mezzo del Creatore ed a ricevere il Suo
attributo, la qualità della Dazione assoluta.
Le parole «Allora sono
apparsi sulla terra» alludono al fatto che gli attributi del Creatore si
rivelano nel desiderio della creatura. In questa fase la creatura inizia il
processo della correzione che produrrà, al suo termine, frutti spirituali.
«È giunto il momento
dell'usignolo. Questo è il quarto giorno, nel quale ci fu la potatura degli
oppressori. Perciò è scritto a riguardo “Siano luminari" (Genesi 1,14)
senza la Vav, (Ndr.
Nel testo originale
è scritto “Meorot”,
luminari, senza la lettera ebraica “Vav”),
e ciò è un vocabolo che esprime maledizione».
Il quarto giorno è giunto
il momento dello Zamir (Usignolo). Zamir– viene dal vocabolo Zazmerà (cesoie).
"Il momento dello Zamir" accenna ad una fase molto avanzata
nello sviluppo Spirituale della creatura. In codesta fase la creatura percepisce
che è giunto il tempo dell’elevazione Spirituale. La creatura percepisce di
dover staccarsi dal suo stato attuale e iniziare l’ascesa. "Lo Zamir"
simboleggia quest'azione. In questa fase la Luce del Creatore abbandona la
creatura per dargli la possibilità di innalzarsi con le proprie forze. La
lettera vav mancante nella parola "Meorot" simboleggia
quest'abbandono.
«E la voce della tortora.
Questo è il quinto giorno, dove è scritto, "brulichino le acque" eccetera, per
generare la prole».
"La voce della tortora"
è l'ascesa
Spirituale che ha sperimentato la creatura nella quinta azione del Creatore
operata su di lei. Nel quinto giorno è scritto " abbondino le acque affollate
d'esseri viventi".
Il significato della parola
"scritto" è quel qualcosa che si rivela nella creatura. Nella Kabbalah la
parola "acqua" (in ebraico, Maim) indica la qualità della
Sfirà di
Binà, la qualità della Dazione assoluta.
L'acqua permea la
"terra" (il desiderio della creatura) è l'espressione allegorica
dell'Attributo Divino che permea il desiderio della Creatura. Questa è la
“prole”, le conseguenze desiderabili delle quali parla il Libro dello Zohar.
Così la creatura ascende, il quinto giorno, al livello del Creatore.
«Fu udito. Questo è il
sesto giorno, essendovi scritto, “facciamo l'uomo”, il quale nel futuro farà
precedere il fare all'ascolto, poiché qui è scritto: “facciamo l'uomo”, e lì v’è
scritto, “faremo e sentiremo”».
"Sentiremo"
allude all'avvento del sesto giorno nel quale si rivela l'ultima azione della
correzione: "facciamo l'uomo". Oramai, dopo molte azioni compiute dalla
creatura sul suo desiderio di godere, ella è ormai pronta a realizzare il suo
fine- quello di essere simile al Creatore e di giungere alla sensazione di
eternità e completezza. La creatura è denominata Adamo (dall'espressione
ebraica "Edamè laElion, sarò simile al Superiore), in nome del suo
compito di diventare simile al Creatore.
«Nella nostra terra. Questo
è il giorno di Sabato, che è come la terra della vita, ed è il mondo
dell’avvenire».
“La nostra terra”
(Eretz) sono i desideri (Ratzòn) dell’uomo. Il giorno di Sabato è
lo stato Spirituale più elevato in cui la creatua corregge tutti i suoi desideri
e merita una Vita Spirituale e completa (“la terra della vita”). Il Kabbalista
merita questo stato Spirituale meraviglioso nel percorso della sua vita, e tale
stato si chiama “il mondo dell’avvenire”.