Tutti i
libri di Kabbalah ed in primo luogo il Libro dello Zohar descrivono la
serie delle situazioni interiori che passa il Kabbalista nel corso del suo
cammino spirituale. L'aneddoto si riferisce a due alunni fra i dieci eminenti
discepoli di
Rabbi Shimon Bar Yokhai e non è che descriva una gita in Galilea.
Il significato di ciò riguarda (solo) due Kabbalisti che sono andati a trovare
Rabbi Iossi ed essi in effetti, desideravano ascendere la scala dei gradini
spirituali ed innalzarsi ad un livello più alto. Poiché essi possono innalzarsi
verso questo gradino solamente con il richiamo d'una forza Superiore e, per
ottener ciò, devono correggersi ad un livello più elevato. Questo è il
significato dell'espressione "Apriamo
i varchi della Torà".
L'espressione in aramaico
"Deta'in
Khamri"
vuol dire "Il conduttore dei somari".
"Tain"
significa "chi pungola" ed è l'appellativo del conduttore dei somari che ha
l'abitudine di pungolare i somari affinché si affrettino a procedere. L'origine
della parola ebraica "Khamor – somaro" è la parola ebraica "Khomer
– materia".
Secondo la
saggezza della Kabbalah la nostra materia è chiamata egoismo. Nella scala dei
gradini spirituali ogni uomo deve imparare come trasformare nel modo giusto la
propria materia per svilupparsi spiritualmente. La natura egoistica dell'uomo è
opposta alla natura spirituale e per obbligarla a procedere verso il gradino
successivo è necessario "pungolarla". Le sofferenze provate dall'uomo
hanno un unico scopo, quello di indirizzarlo ad attirare la "Luce che riporta
al Meglio". L'uomo consegue questa Luce, che è l'unico mezzo per cambiare la sua
natura egoista, per mezzo dello studio dei libri di Kabbalah. Dopo aver cambiato
la sua natura egoista, egli sarà in grado di rivelare "I misteri della Torà",
vale a dire la realtà completa. Solo dopo che gli saranno rivelati i misteri
della Torà "il somaro" che è in noi saprà come cambiare e verso cosa egli
dovrà innalzarsi.
Quando
iniziarono a scoprire i segreti della Torà il conduttore dei somari, che li
conduceva dietro ai saggi, incominciò a fare domande molto profonde alle quali
essi non poterono rispondere. Codeste domande lasciarono Rabbi Elazar e Rabbi
Aba senza alcuna risposta.
Il
conduttore dei somari sembra apparentemente un uomo semplice, il quale cammina a
loro fianco mentre loro invece "montano il somaro". La salita da un gradino
spirituale al successivo significa la correzione di un'altra parte egoistica dei
desideri dell'uomo. Il conduttore dei somari – il Mekhamer, chiede ai
Kabbalisti domande che sono collegate alle leggi che si riveleranno ad essi nel
loro susseguente livello spirituale. Essi non furono in grado di rispondere a
quelle domande dato che non avevano ancora conseguito quello stesso livello
spirituale. Le domande del Mehamer svelano la loro incapacità di
innalzarsi al gradino successivo con le proprie forze. Il Mehamer li
conduce al prossimo gradino e, per questa ragione, è chiamato "Il conduttore
dei somari". Lui, infatti, è colui che conduce la loro "materia – homer",
il loro desiderio egoistico non corretto. I due Kabbalisti rivelano la
grandezza di quel semplice conduttore di somari che prima disdegnavano, mentre
egli, è
colui che passa "a capo del seguito" e li conduce.
Lo Zohar
spiega che il caso del "Mehamer" è l'anima che è stata mandata dall'Alto per
aiutare le anime ad innalzarsi da un gradino all'altro della scala spirituale. I
due Kabbalasti non avrebbero potuto innalzarsi ad un livello spirituale più
elevato senza questo aiuto.
All'inizio
all'uomo sembra che l'anima che lo accompagna sia "un'anima semplice", non
riconoscendola come un aiuto che gli è stato inviato. Viene richiesto all'uomo
solamente di desiderare questo aiuto, aiuto che giunge quando egli lo brama
nella misura necessaria. In questo modo è mandata dall'Alto "un'anima elevata"
ad ogni uomo che già desidera innalzarsi, anima che lo aiuterà e lo condurrà
lungo la scala dei gradini spirituali.
Rabbi
Elazar e Rabbi
Iossi hanno chiesto al
Mekhamer di chiarire loro "Come il Creatore ha fatto in modo che tu sia
giunto a noi e per tuo mezzo siamo giunti ad un gradino più elevato?". Il conduttore dei
somari promise che nel futuro avrebbe raccontato loro questo fatto...
L'estratto
dello Zohar che abbiamo appena letto richiama su ognuno di noi il suo "Tain
khamrei" che inizierà ad influenzare l'anima e ad innalzarla verso l'Alto, da
dove giunse il "conduttore dei somari".