Lo Zohar -
Introduzione
di Rav prof. Michael Laitman
| |
|
 |
 |
|
Download articolo |
|
|
|
| |
<<
indietro
Il grande discepolo di Rabbi Shimon, un erede (o seguente
ricevente) della sua anima, il Kabbalista
Ari mette in evidenza nei suoi
libri che la sua anima è la stessa di quella di Rabbi Shimon e Mosè (Ari Sha’ar
HaGilgulim, num.64): Rabbi Shimon ricevette la sua anima per correggere
l’anima di Ichiya Ashiloni che “corruppe” Malchut. Questo successe in
collegamento con il peccato del Irva’am e portò alla trasgressione di tutta
Israele. Di conseguenza, l’anima di Rabbi Shimon è apparsa per correggere i
peccati di Israele. La parte dello Zohar intitolata “Raya Mi’emma”
(guida fedele) narra di come Rabbi Shimon raggiunse l’anima di Mosè, si fuse con
essa e raggiunse una maggior saggezza.
Il grande Achida dice anche nei suoi libri Maranan ,
Rabanan e Kli Yakar (Malachim 2, 12) che il
lavoro di RASHBI risiedeva nella correzione del peccato di Ichiya Ashiloni.
Rabbi Shimon dice nel Talmud (Sukkah 45,2):
«Posso
liberare il mondo intero dal giudizio dal giorno della mia nascita al presente.
Se mio figlio è con me, possiamo liberare il mondo intero dal giudizio dal
giorno in cui il mondo è stato creato fino ad oggi. E se Yotam Ben Aziyahu è
con noi, possiamo liberare il mondo intero dal giudizio dal giorno in cui il
mondo è stato creato fino alla sua fine». Il libro Malachim narra su
Yotam Ben Aziyahi (20,15).
Dopo che fu sollevato il verdetto, Rabbi Shimon fondò la
sua yeshivà nell'insediamento di Tekoa e nel villaggio di Meron, dove insegnò
ai suoi discepoli e scrisse il Libro dello Zohar. Svelò la conoscenza la
cui divulgazione era proibita dai tempi in cui Israele ricevette la Toràh (Vedi
Tikuney Zohar, Hakdamah, p.17).
Per scrivere tutti i segreti della Toràh, Rabbi Shimon fu
obbligato a narrarli in una forma segreta. Allora, chiese al suo
dispepolo Rabbi Abba di esporre i propri pensieri. D’accordo con le proprietà della sua anima,
Rabbi Abba era capace di comunicare la saggezza spirituale in una maniera
segreta e occulta. «QUESTO E’ PERCHE’ IL LIBRO DELLO ZOHAR DEVE RIMANERE
OCCULTO FINO ALLA GENERAZIONE DELL’ARRIVO DEL MESSIA, IN MODO CHE CON L’AIUTO
DEL LIBRO DELLO ZOHAR L’UMANITA’ POSSA TORNARE DAL SUO ESILIO SPIRITUALE».
(Ari, Sha’ar Hakdatmot. Hatdamah, Hatdamah, p.3). E’ per questo che
Rabbi Abba scrisse gli insegnamenti di Rabbi Shimon in aramaico,
che è il lato occulto dell’ebraico.
L'Ari scrive nel “Ma’amarey
RASHBI” (p.100) che il fatto di scrivere lo Zohar in modo occulto è stato
possibile perché l’anima di Rabbi Abba ebbe origine dalla Luce circostante e non
dalla Luce interiore. Di conseguenza, egli poteva
narrare la saggezza superiore in forma segreta come se si trattasse di storie
semplici.
(Rabbi Shimon è vissuto circa 80 anni ed è scomparso nel
giorno festivo di LAG BA OMER, il
18esimo
giorno del mese Iyar, circondato dai suoi discepoli e
generalmente riconosciuto. Questo giorno si celebra come il giorno della Luce.
Il corpo di Rabbi Shimon è stato sepolto in una caverna del Monte Meron. Il
corpo di suo figlio Elazar è sepolto a pochi metri dal suo).
Così come le successive composizioni dell’Ari e
di altri Kabbalisti (evidentemente la maggior
parte dei veri libri spirituali), il Libro dello Zohar rimase occulto per
800 anni in una caverna vicino a Meron, finché venne trovato da un
arabo che lo vendette in un mercato come carta da
imballaggio.
Parte di questi fogli staccati capitarono nelle mani di un
uomo saggio che riconobbe ed apprezzò gli scritti. Dopo una lunga ricerca ne
trovò degli altri nei bidoni della spazzatura o li comprò dai venditori di
spezie che usavano i fogli dello Zohar per incartare le loro merci. Il
libro (così come lo conosciamo oggi) è stato compilato
dal ritrovamento di questi fogli.
Per centinaia di anni, da quei tempi fino ad oggi, questo
libro è stato al centro di controversie. Filosofi, scientifici, ed altri
“uomini saggi” continuano a discuterne. Il fatto è che solamente un Kabbalista,
intendendo una persona che sale fino ad un determinato livello spirituale,
arriva a quello che il libro dice. Per gli altri può sembrare una raccolta di
storie di filosofia antica, ecc. Solo le persone che non capiscono niente di
questo libro continuano a discuterne. I Kabbalisti sanno chiaramente una cosa:
il libro di RASHBI è la più grande fonte di raggiungimento spirituale che
l’umanità abbia ricevuto dal Creatore.
Anche se il Libro dello Zohar è stato scritto nel IV
secolo e.v., solamente Rabbi Yehuda Ashlag è stato in grado di comporre un
commentario su di esso negli anni trenta e quaranta. Il motivo per
l’occultamento dello Zohar dal quarto all’undicesimo secolo e la mancanza
di un suo commentario per sedici secoli è spiegato nella
«Introduzione
al Libro dello Zohar».
Rabbi Y. Ashlag ha chiamato il suo commentario
«Sulam»
(Scala) perché tramite il suo studio una persona può salire livelli
spirituali di raggiungimento dei Mondi Superiori come si sale una scala nel
nostro mondo. Dopo la pubblicazione del «Sulam»,
Rabbi Y. Ashlag ricevette il titolo di “Baal HaSulam”,
come viene usato tra i saggi della Toràh di chiamare una persona non
con il suo nome ma in base al suo più alto grado di
conseguimento.
Il Libro dello Zohar
consiste in:
1.
Hakdamat Sefer Zohar
– “L’Introduzione al Libro dello Zohar.” Questa parte consta di numerosi
articoli che rivelano pienamente il significato interiore della Toràh.
2.
Sefer HaZohar –
Il Libro dello Zohar. E’ diviso in parti e capitoli in conformità con i
capitoli settimanali della Torah.
Il Libro di Beresheet:
Beresheet, Noach, Lech Lecha, Vayera, Chaiey Sarah, Toldot, Vayetze,
Vayishlach, Vayeshev, Miketz, Vayigash, Vayichi.
Il Libro di Shemot:
Shemot, Vayera,
Bo, Bashalach, Yitro, Mishpatim, Terumah (Safra de Tziniuta), Tetzaveh, Ki Tissa,
Veyikahel, Pekudey.
Il Libro di Vayikra:
Vayicra, Tzav,
Shmini, Tazria, Metzura, Acharey, Kedushim, Emor, BaHar, Vechukotay.
Il Libro di Bamidbar:
Bamidbar, Naso (Idra Raba), Baalotcha, Shlach Lecha, Korach, Chukat,
Balak, Pinchas, Matot.
Il Libro di Devarim:
VeEtchanen,
Ekev, Shoftim, Titze, Vayelech, Ha’azinu (Idra Zuta).
3. Zohar Hadash
– “Il
Nuovo Zohar” aggiunte ai capitoli settimanali:
Beresheet, Noach, Lech Lecha, Vayera, Vayetze, Vayeshev,
Bashalach, Yitro, Teruma, Li Titze, Tzav, Acharey, BaHar, Naso, Chukat, Balak,
Matoto, VeEtchanen, Ki Titze, Ki Tavo.
4. Libri addizionali nel Libro
dello Zohar che non
sono commentario della Torah:
Idra Raba, Idra Zuta, Safra de
Tziniuta, Raza de Razin, Tosefta, Raya Mi’emma, Ashmatot. Sitrey Torah, Sitrey
Otiot, e Tikuney
Zohar.
5. “Midrash HaNe’elam”
- il commentario
sugli scritti: Canto dei Cantici, Ruth, Lamenti e sulla Toràh.
Baal HaSulam scrisse il commentario di tutto lo Zohar,
che è pervenuto fino a noi. I suoi commentari principali nella «Introduzione
al Libro dello Zohar» e il capitolo “Beresheet” sono narrati nel
linguaggio del lavoro spirituale dell’uomo. Gli articoli di
maggior valore per la scienza della Kabbalah sono Lo Zohar, Idra Raba,
Idra Zuta, e Safra di Tzniuta scritti nel linguaggio della Kabbalah.
Oltre questi articoli, il resto dello Zohar è il Midrash.
Nella sua forma originale, il Libro dello Zohar
scritto da Rabbi Abba sedici secoli fa, non era diviso in capitoli settimanali.
Il suo volume era molto più grande di quello che è arrivato a noi, e spiegava
non soltanto la Toràh ma anche altri 24 libri dello Tanach (“Profeti” e
"Scritti").
Oltre al Libro dello Zohar, anche il libro
Tikunim è pervenuto fino a noi. Consta di 70
commentari sulla prima parola della Torah, BERESHEET, perché racchiude
tutto.
Questo libro offre una traduzione semantica dello Zohar,
“Il Sulam”, commentario di Rabbia Y. Ashlag e le mie spiegazioni. Contiene
inoltre la prima parte del Libro dello Zohar, “Hakdamat Sefer Ha Zohar”.
All’inizio del testo della trascrizione semantica si è
usato il neretto. Il commentario del Sulam e le mie spiegazioni sono in
scrittura normale o corsivo perché è risultato estremamente difficoltoso
separare le mie delucidazioni dai santi testi di Rabbi Ashlag. I numeri
all’inizio dei paragrafi corrispondono ai numeri dei paragrafi nel Libro
dello Zohar con “Il Sulam” commentario, (vol.1).
Il motivo dell’allacciamento dei testi risiede nel fatto
che in principio abbiamo cercato dei modi per spigare il significato dello
Zohar in diversi linguaggi simultaneamente: Il linguaggio della Kabbalah (Sefirot,
Parzufim, Gematria), e mondi, di lavoro spirituale
(sentimenti), della Torah (narrativa) e del Talmud (giudiziario).
Per la comprensione dello stile del libro, raccomando il
lettore di ritornare alla trascrizione del testo originale dopo aver imparato e
avere il dominio del commentario.
Il Libro dello Zohar,
come l’intera Toràh, parla
solo dell’uomo (creazione) e la sua relazione con il Creatore. La Torah applica
nomi del nostro mondo per definire le proprietà interne dell’uomo: l’aspirazione
per il Creatore è chiamata “Israele”, l’aspirazione per la ricezione egoistica
dei piaceri è chiamata “nazioni del mondo”. Non c’è nessun tipo di collegamento
tra questi nomi nella Toràh e gli ebrei e gentili in questo mondo. La Kabbalah
invoca l’UOMO!
Il libro contiene articoli commentati nel linguaggio della
Kabbalah ed altri commentati nel linguaggio delle sensazioni che il principiante
può capire con più facilità. Il lettore può iniziare lo studio del libro
partendo da articoli come “Notte della Sposa”, “Chi si rallegra nei giorni di
festa” ed altri, anche se lo studio completo dello Zohar si basa in un
consistente apprendimento del materiale. La Kabbalah entra gradualmente nel
cuore di una persona quando la propria consapevolezza prende l’abitudine. La si
può dominare solamente attraverso lo studio ripetitivo del materiale.
Rav prof. Michael Laitman