Lo Zohar -
Introduzione
di Rav prof. Michael Laitman
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Il Libro dello Zohar è stato scritto dal grande
Kabbalista RASHBI
(Rabbi Shimon Bar Yochai). Bar
Yocai significa il figlio di Yochai; Rabbi (Rav) significa grande nella
spiritualità, saggio. RASHBI nacque 40 anni dopo la distruzione del Secondo
Tempio. È stato un discepolo del rinomato Tana (saggio prominente di
quella generazione) Rabbi Akiva. Rabbi Akiva disse, riferendosi a RASHBI:
«Io e il Signore conosciamo il tuo potere»
(Il Talmud di Gerusalemme,
Sinedrio s1, parte2). Questa descrizione attesta l’eccellenza di RASHBI.
Divenne molto vicino a Rabbi Akiva, in particolare quando i Romani misero il suo
grande maestro in prigione per la diffusione della Toràh, e dopo che unicamente
5 dei suoi 24000 discepoli (Rabbi Shimon era uno di loro) sopravvissero a una
esplosione di peste.
Rabbi Akiva e Rabbi Ben Bava autorizzarono Rabbi Shimon a
continuare il passaggio della conoscenza acquisita. Gli altri cinque discepoli
di Rabbi Akiva che erano rimasti continuarono il fluire secolare della Toràh.
Rabbi Shimon sposò la figlia del Tana Rabbi Pinchas
Ben Yair essendo ancora molto giovane. Il suo grande figlio, Rabbi Elazar
nacque da questo vincolo matrimoniale. Rabbi Shimon disse di lui nel Talmud (Suddah
45,2):
«Vedo quelli che ascendono spiritualmente, però
sono pochi. Se sono mille, io e mio figlio siamo tra di loro. Se sono cento,
io e mio figlio siamo tra di loro. Se sono due, sono mio figlio e me stesso».
Nel corso degli anni successivi Rabbi Shimon prese il posto
di guida tra tutti i saggi della sua generazione. Il suo nome
è stato ripetuto
circa 350 volte in Mishnah e circa 2300 volte nel Talmud e Midrash.
Quando Rabbi Akiva fu imprigionato, Rabbi Shimon dovette
fuggire a nascondersi in una caverna vicino al villaggio di Peki per 13 anni.
Durante questo periodo, mentre viveva nella caverna e si alimentava mangiando i
frutti del carrubo e bevendo l’acqua di una sorgente vicina, Rabbi Shimon e suo
figlio raggiunsero tutti i 125 livelli dell’ascesa spirituale (Talmud. Shabbat
33,2).
Lo Zohar narra che Rabbi Shimon e suo figlio
raggiunsero il livello del profeta Elia; di conseguenza viene detto che Elia in
persona visitò la loro caverna per insegnargli la Toràh. (Il villaggio di Peki
esiste ancora adesso).
L’autore di “Divrey Yoel “, dice nel libro La
Torah di Rashbi:
«Prima che Rabbi Shimon realizzasse i misteri della Toràh,
vigeva una regola nella caverna per dirimere una questione
secondo l’opinione di Rabbi Yehudah, l’autore del Talmud. Ad ogni modo, quando
Rabbi Shimon lasciò la caverna, tutto quello che scrisse nello Zohar, fu
considerato al di là di qualsiasi realizzazione umana». Rabbi Shimon ricevette
il nome di “Butzina Kadisha” (candela sacra) perché raggiunse l’anima di
Mosè.
Verdetti su questioni legislative e procedurali vengono
dichiarati in conformità al Talmud o il Libro dello Zohar nel caso la
suddetta questione venga esaminata con più attenzione. Se una questione non è
menzionata in nessuno dei due, Talmud e Zohar,
allora la decisione è basata sull’origine che la chiarisca. Se
una questione richiama al Talmud ed ai legislatori, la decisione si basa
nelle affermazioni del Libro dello Zohar. Se i legislatori non si
trovano d’accordo su una questione, la decisione si basa anche in questo caso
nell’opinione dello Zohar (Vedi “Misha Brura”, 25,429).
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