"Ecco quant'è buono e
quant'è piacevole che fratelli dimorino assieme" è uno dei versi più toccanti e
belli dei Salmi di Davide.
Rabbi Shimon Bar Iokhai (Rashbi) c'insegna che questo
verso, il quale diventava anche una notissima canzone ebraica, tratta
esclusivamente del Vero Amore fra persone che desiderano giungere alla
Spiritualità.
Tutti i libri di Kabbalah
ed in particolare il libro dello Zohar, effettivamente, descrivono i
rapporti di amore e Dazione che sussistono fra le anime. Per comprendere ciò che
è scritto nello Zohar è necessario sapere che esso non tratta di forze
astratte che operano chi sa dove, ma parla di noi. Rashbi ci spiega qual è il
sistema di rapporti che deve svolgersi fra noi, affinché siamo amici amati e
umanità unita.
Legami d'Amore
I fratelli di cui parla il Libro dello Zohar sono chiamati "amici", cioè
persone semplici come te e me, che hanno deciso di unirsi assieme per un'unica
meta comune, quella di conseguire il Mondo Spirituale. Loro comprendono che, per
giungere alla percezione Spirituale denominata "che
fratelli dimorino anche assieme", dovranno innalzarsi sopra i loro calcoli
egoistici ed amarsi a vicenda. Lo Zohar dice che Amici del genere non si
separano, avendo un unico e comune desiderio. Loro anelano a giungere alla
Spiritualità e conoscere la Realtà Superiore, nella quale esistono solamente
Amore ed Unione. Nel corso della via Spirituale che tutti gli Amici percorrono
assieme, ognuno vede i propri Amici come le persone più
importanti della sua vita. Lui sa che solo con il loro
aiuto potrà sopraffare l'ego che è impresso in lui ed innalzarsi al livello
Spirituale di "Amore". Al termine del cammino, quando l'uomo giunge a questo
supremo livello Spirituale, nel quale egli è legato nell'Amore ai suoi Amici,
egli riesce a scoprire, per mezzo di questo legame, il Creatore.
Quant’è buono e Quant’è
piacevole
Rabbi Shimon Bar Iokhai ci racconta che, all'inizio della via Spirituale, quegli
stessi Amici sono simili a
"facenti la guerra, che vogliono ammazzarsi a vicenda".
Nella saggezza della
Kabbalah la Spiritualità è denominata Vita. Chi rifiuta di sopraffare i propri
calcoli egoistici è comparato allegoricamente ad "una persona che desidera
uccidere i propri Amici", dato che egli preclude ad
essi il conseguimento della Spiritualità, la Vita. Lo Zohar, però,
c'insegna che anche codeste situazioni sono considerate "Quant’è buono e
Quant’è piacevole", dato che esse costituiscono una fase importante nel cammino
Spirituale. In questa fase gli amici non hanno ancora sopraffatto il proprio ego
e sentono di non essere ancora giunti allo stato completo. Ciononostante gli
Amici hanno la percezione di una gran gioia nel dimorare anche assieme - si sono
uniti in base ad una meta comune, con la speranza di superare i calcoli personali
e giungere assieme all'Amore.
Il versetto "Quant’è buono
e Quant’è piacevole" si riferisce alla Meta della nostra vita, quella di
giungere all'Amore e all'Unione Spirituale.
Né si siede
sul banco degli schernitori
Nel verso
"che fratelli
dimorino anche assieme" la parola "anche" simboleggia
la Schinà (la Divina Presenza). Lo Zohar spiega che la Schinà è
l'insieme delle anime, anime che operano in Amore ed
agognano a innalzarsi assieme verso la
conoscenza del Mondo Superiore. Quando noi ci uniamo e desideriamo scoprire
all'interno del nostro legame lo Shochen (Colui che dimora),
il Creatore, questa connessione è denominata Schinà. Inoltre, la
parola "anche" allude al fatto che, se desidereremo ardentemente giungere
all'Amore reciproco e unirci veramente, l'ego che ora ci divide si unirà
anch'esso al nuovo Amore che avrà dimora fra noi.
Questo vuol dire che i conti personali non ci intralceranno più la strada verso
la Spiritualità. Per giungere a questo, però, dobbiamo arrivare alla situazione
nella quale il legame fra noi sarà solamente nell'ambito dell'Intenzione
Spirituale. Per questa ragione i grandi Kabbalisti hanno rilevato che il legame
fra noi deve scaturire solamente dall'Intenzione di giungere al collegamento col
Creatore, il che vuol dire giungere alla qualità d'Amore e di Dazione. Solo
allora questo è chiamato "che
i fratelli dimorino anche assieme", assieme al Creatore.
I Kabbalisti hanno aggiunto
che anche lo studio della saggezza della Kabbalah deve aver origine dalla stessa
Intenzione. Se però chi studia la Kabbalah desidera collegarsi agli altri senza
l'Intenzione di conseguire la meta Spirituale, questo stato è denominato nel
linguaggio Kabbalistico, "banco degli schernitori".
Questa differenza è
talmente importante che il Re Davide scelse di iniziare il libro dei Salmi con
il versetto "Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi" e
continua con le parole "Né si siede sul banco degli schernitori "
(Salmi di
Davide, 1,1).
Per poter dimorare tutti
anche assieme come fratelli, dobbiamo farci aiutare dalla via che i grandi
Kabbalisti hanno lastricato per noi. Con l'aiuto della saggezza della Kabbalah
potremo imparare come unirci in un legame d'Amore, giungendo come "un unico uomo
con un solo cuore" all'agognata Unione col Creatore.