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Darwin, noi siamo qui
Addio al vecchio mondo. Un solo obiettivo, la salute comune

 

Sabato, 4 aprile 2009

 

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C'è un grande problema riguardo al metodo con il quale agiscono i politici in questo periodo: provano a organizzare una nuova realtà con mezzi obsoleti, e ovviamente, non ci riescono. "Questi tempi sono molto diversi dai tempi passati", ha detto recentemente Michael Steinhardt, una leggenda a Wall Street, in un discorso tenuto alla CNBC. "Noi della Federal Reserve (FED) ci siamo sforzati per prevedere cosa sarebbe potuto succedere, ma tutte le previsioni non sono altro che sciocchezze casuali." Quanto ha ragione Steinhardt!!! Non abbiamo mai vissuto un periodo più globale di questo. L'economia di un paese non è stata mai così legata alle economie degli altri stati. E non accade per caso, che all'incontro dei G-20 uno degli argomenti principali sarà: come aiutare i paesi dell'Europa dell'Est. Ma non confondetelo con la solidarietà. Questo è solo un puro calcolo di profitto: i paesi più forti dell'Europa hanno realizzato che se l'Ukraina, la Romania o la Latvia crollassero, tutta l'Europa crollerebbe con loro. Ma perché le soluzioni che ci aiutavano nel passato non risolveranno i nostri problemi oggi? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo tornare alle radici della crisi attuale. E non ascoltate nulla di quello che vi raccontano – questa crisi è cominciata molto prima del 2006. Secondo la teoria comune nella scienza d'oggi, tutto, compresi noi, ha avuto inizio con una scintilla di energia. Questa scintilla ha iniziato un procedimento di milioni di anni, alla fine del quale si sono create quelle condizioni che rendono la vita possibile.

Si può dire che l'evoluzione umana sia cominciata quando alcune creature basilari, mono-cellulari, si sono legate le une alle altre e hanno creato insieme un corpo vivo che è diventato sempre più elaborato col passare del tempo. Ogni cellula ha rinunciato al suo potenziale personale e ha "assunto" un ruolo specifico in una forma di vita più sviluppata. Questo procedimento ha reso possibile lo sviluppo e la sopravivenza di tutte le cellule. Ogni sviluppo è caratterizzato da legami più profondi tra forme di vita più complesse. Guardate il corpo umano: quante cellule (10 Trilioni), sistemi e organi diversi devono funzionare in armonia per creare la vita umana? Questa regola è giusta in tutta la natura: «Più elementi diversi, estranei e opposti costituiscono una forma di vita, più essa è sviluppata». Prendiamo la società umana. All'inizio la vita sociale era organizzata in gruppi familiari staccati l'uno dall'altro. Con il tempo le famiglie sono cresciute e abbiamo cominciato a lottare per assoggettare più gente e accaparrarci più territori.

Abbiamo sviluppato l'agricoltura che ha creato le relazioni del commercio e un rapporto più sviluppato tra le persone. Le rivoluzioni di classe, di cultura e di educazione ci hanno legati ancora di più, finché dalla rivoluzione industriale in poi siamo saliti su una corsia di accelerazione, che ha raggiunto il suo culmine alla fine del XX secolo. Come tutte queste cellule separate, la natura ci ha reso coscienti del fatto che potremo guadagnare molto di più se agiremo insieme, e così, naturalmente, siamo diventati un corpo umano unico che dipende dalla collaborazione dei suoi vari organi. La regola che è la base di tutto il nostro sviluppo ci ha portato (e lo fa ancora) a legarci l'uno all'altro in un modo inseparabile. Se qualche decina di anni fa potevamo vivere in modo indipendente, oggi non è più possibile.

Questa, signore e signori, è la situazione in cui i grandi uomini della politica e dell'economia stanno agendo senza possibilità di successo. Pian piano scoprono che in questo "mondo piatto", come lo ha chiamato Tom Friedman del NY Times, nel XXI secolo esistono regole diverse. "Globalizzazione" non è solo una bella parola. Significa che esiste uno sviluppo naturale che non smette, e ci avvicina ad una nuova vita. Una vita globale in cui ogni cellula, ogni persona, ogni organo e ogni stato vivranno bene solo al livello in cui si occuperanno e collaboreranno per garantire una vita migliore a tutta l'umanità. Tutte le risorse della natura appartengono da ora a tutto il mondo, e la specializzazione di ogni paese deve essere utilizzata per il bene di tutto il corpo umano, invece che per il proprio egoistico tornaconto.

Perché? Chiedete a qualsiasi dottore cosa succede al nostro corpo quando un organo decide di esistere staccato dagli altri – la diagnosi sarà "Cancro". Perciò, signore e signori, la crisi di oggi non è veramente una crisi, ma una rivelazione della prossima fase naturale nello sviluppo della civilizzazione umana. Non ci servirà resistere allo sviluppo, cresceremo in ogni caso.
E se resistiamo, ritarderemo tutto.

Allora ecco una previsione più stabile di quella della FED per il prossimo futuro: «Invece di pensare che dobbiamo unirci per evitare la crisi, dobbiamo capire che la crisi si è rivelata perché noi dobbiamo unirci veramente.

Allora, dite addio al vecchio mondo, e sorridete al vostro vicino di casa.
Da adesso, abbiamo tutti un obiettivo comune – la salute del nostro corpo umano. Da adesso, siamo tutti fratelli.»

 
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