Centro Mondiale Bnei Baruch per gli studi di Kabbalah - www.kabbalah.info/it 

 
 
traicongressi@gmail.com
 
  home  
 
 
Citazioni tratte dalle lezioni
di Rav Michael Laitman
   

 
   

1) Cosa devo fare per salire, ascendere?  Nel mondo fisico per esempio posso affrontare una operazione chirurgica che è dolorosa per poi stare bene dopo, ma nel mondo spirituale?

Per questo ci è stata data la saggezza della Kabbalah, senza essa non possiamo salire, andare avanti, impossibile portarsi avanti: ma come?  

Il gruppo, l'ambiente è l'appoggio per sormontare tutti GLI IMPEDIMENTI; QUESTE QUALITA' NEGATIVE, per portarsi avanti in modo positivo. Allora il gruppo mi da forza dalla destra  e le cose negative non le vedrò più come tali ma anzi come opportunità per andare avanti , per superarle; non avrò paura di queste cose perché ho la medicina per superarle, saranno come un esercizio, il gioco del puzzle, il gioco del Creatore con le sue creature, ma io mi preparo per questo gioco, e allora da quel momento in poi posso percepirlo, capire l'atteggiamento del Creatore nei miei confronti, in che ordine le cose mi giungono e come si crea il collegamento tra me e il creatore.

Ma questo può essere solo se mi aiuto con la forza del gruppo, perché posso superare gli esercizi e  sentire i disturbi come buoni disturbi sulla via lungo il viaggio di collegamento con il Creatore.

torna su

2) Shamati 34:  "L'uomo deve comprendere in cosa consiste la separazione , vale a dire da chi e che cosa è separato, solo allora è possibile dire che desidera l'adesione. Deve valutare da chi e che cosa è separato e solo dopo questo può sforzarsi di correggere questa separazione collegandosi a colui  dal quale era separato".

Il buio ha la stessa forza della luce, il male del bene, poiché non posso definire l'uno senza l'altro, in questo modo percepisco la realtà; per questo non c è nulla che non abbia il diritto di esistere; per giungere alla meta è necessario tutto questo; la meta è che la Creatura giunga alla stessa situazione del Creatore che è una situazione eterna e dobbiamo conseguirlo qui in questa vita.

Nello studio e divulgazione abbiamo dei momenti buoni(ascese) ma cominciamo a percepire il male(discese) che si rivela ed allora COMINCIA IL LAVORO VERO , come dicono i kabbalisti l'esilio dell'Egitto (discesa) simbolo di tutti gli esili. Allora dobbiamo soffrire per portarci avanti sembra un modo aggressivo del Creatore che ci rivela tutte le cose negative (guerre, terrorismo, disastri... ) allora come devo fare? Da dove ricevere la forza? Come fare per ascendere?

torna su

3) L'uomo percepisce sempre tramite l'opposto, la differenza tra bene e male nell'uomo è grande se grande è egli stesso, è piccola la differenza se è piccolo anche l'uomo; per questo chi è più grande del suo amico anche la sua indole maligna è più grande. Ne consegue che non è possibile raggiungere l'amore dell'adesione senza prima aver conseguito l'odio della separazione.

Per superare il monte Sinai dell'odio dobbiamo essere come un unico cuore e un unica anima; l'umanità che pensa di andare avanti senza comprendere questo, non fa altro che peggiorare le cose.

torna su

4) Ecco che la saggezza della Kabbalah obbliga l'uomo a vedere la sua  vita in modo diverso, a comprendere che tutto ciò che accade nel mondo è il linguaggio del Creatore (NON ESISTE NULLA TRANNE LUI) ma per percepirlo nel modo giusto devo avere la forza e il sostegno del gruppo, della società come si chiama nell’ARVUT. Altrimenti, quando scopro qualcosa di negativo nella famiglia, nel lavoro, salute  non comprenderò che questo è il collegamento con Lui, perderò il collegamento tra questi avvenimenti e il Creatore, penserò solo che sono cose cattive, perché non mi preparo tramite la forza del gruppo e dimentico che tutto questo è il linguaggio del Creatore e in questo modo si esce fuori dal gioco con Lui, è veramente un gioco, nello stesso in modo in cui noi giochiamo con i nostri bambini, il creatore gioca con noi.

Il punto è allora costruire un ambiente giusto che indirizza ognuno a scoprire il Creatore, quindi comincio a distinguerlo anche nelle cose negative, come il bambino che ha paura a fare il primo passo, anche noi abbiamo i nostri esercizi tramite i quali ci avviciniamo al Creatore. È’ questo il nostro lavoro.

torna su

lezione del mattino del 28 luglio 2010

Domanda di Oren Lebowich:

Durante il Congresso sono stato in Italia, a Roma , con gli amici da lì ... Ora se avessi una discesa dopo il Congresso, io credo che qui mi proteggerebbero, la, invece, ognuno vive lontano dagli altri, l'ambiente in Europa è ... (dispersivo). Come si può affrontare la discesa in una realtà del genere?

RAV LAITMAN:

Cosa posso dirti?! E' difficile ... Difficile ... io non dico che è facile!... Ma io penso che se l'uomo cerca ( desidera ), egli può farcela! Noi dobbiamo capire una cosa: tu vedi il tuo stato dalla tua situazione qui, perciò, a te pare che è peggiore là, che si è distaccati di tutto ... Se tu fossi lì, per alcuni mesi, tu scopriresti che là ci sono le opportunità, possibilità, di essere nella connessione, che l'uomo può sentirsi (connesso con gli altri) e trovare il suo ambiente come qui! Ciò, a te pare (che ci sia una differenza grande pensando a come è qui): 300 persone, che stanno insieme, si connettono, e là no! Tu semplicemente paragoni due cose diverse. Però, ripeto: se tu ci fossi là, scopriresti che puoi essere legato al sistema, alla rete, ai tuoi amici, non fisicamente, non importa!, però loro possono influenzarti nella stessa misura come quando sei qui! 
Tu vedi le condizioni NELL'ESTERIORITA' E SE TU CI FOSSI LA' TU SENTIRESTI L'INTERIORITA' E VEDRESTI CHE CI SONO LE STESSE OPPORTUNITA'!

 
 
 
 
    Bookmark and Share  
  torna su  
     
   Copyright © 2009 Bnei Baruch. All rights reserved - www.kabbalah.info/it