|
1)
Cosa devo fare per salire,
ascendere? Nel mondo fisico per
esempio posso affrontare una
operazione chirurgica che è dolorosa
per poi stare bene dopo, ma nel
mondo spirituale?
Per questo ci è stata data la
saggezza della Kabbalah, senza essa
non possiamo salire, andare avanti,
impossibile portarsi avanti: ma
come?
Il gruppo, l'ambiente è l'appoggio
per sormontare tutti GLI
IMPEDIMENTI; QUESTE QUALITA'
NEGATIVE, per portarsi avanti in
modo positivo. Allora il gruppo mi
da forza dalla destra e le cose
negative non le vedrò più come tali
ma anzi come opportunità per andare
avanti , per superarle; non avrò
paura di queste cose perché ho la
medicina per superarle, saranno come
un esercizio, il gioco del puzzle,
il gioco del Creatore con le sue
creature, ma io mi preparo per
questo gioco, e allora da quel
momento in poi posso percepirlo,
capire l'atteggiamento del Creatore
nei miei confronti, in che ordine le
cose mi giungono e come si crea il
collegamento tra me e il creatore.
Ma questo può
essere solo se mi aiuto con la forza
del gruppo, perché posso superare
gli esercizi e sentire i disturbi
come buoni disturbi sulla via lungo
il viaggio di collegamento con il
Creatore.
2)
Shamati 34: "L'uomo deve
comprendere in cosa consiste la
separazione , vale a dire da chi e
che cosa è separato, solo allora è
possibile dire che desidera
l'adesione. Deve valutare da chi e
che cosa è separato e solo dopo
questo può sforzarsi di correggere
questa separazione collegandosi a
colui dal quale era separato".
Il buio ha la stessa forza della
luce, il male del bene, poiché non
posso definire l'uno senza l'altro,
in questo modo percepisco la realtà;
per questo non c è nulla che non
abbia il diritto di esistere; per
giungere alla meta è necessario
tutto questo; la meta è che la
Creatura giunga alla stessa
situazione del Creatore che è una
situazione eterna e dobbiamo
conseguirlo qui in questa vita.
Nello studio e divulgazione abbiamo
dei momenti buoni(ascese) ma
cominciamo a percepire il
male(discese) che si rivela ed
allora COMINCIA IL LAVORO VERO ,
come dicono i kabbalisti l'esilio
dell'Egitto (discesa) simbolo di
tutti gli esili. Allora dobbiamo
soffrire per portarci avanti sembra
un modo aggressivo del Creatore che
ci rivela tutte le cose negative
(guerre, terrorismo, disastri... )
allora come devo fare? Da dove
ricevere la forza? Come fare per
ascendere?
3)
L'uomo percepisce sempre tramite
l'opposto, la differenza tra bene e
male nell'uomo è grande se grande è
egli stesso, è piccola la differenza
se è piccolo anche l'uomo; per
questo chi è più grande del suo
amico anche la sua indole maligna è
più grande. Ne consegue che non è
possibile raggiungere l'amore
dell'adesione senza prima aver
conseguito l'odio della separazione.
Per superare il monte Sinai
dell'odio dobbiamo essere come un
unico cuore e un unica anima;
l'umanità che pensa di andare avanti
senza comprendere questo, non fa
altro che peggiorare le cose.
4)
Ecco che la saggezza della Kabbalah
obbliga l'uomo a vedere la sua vita
in modo diverso, a comprendere che
tutto ciò che accade nel mondo è il
linguaggio del Creatore (NON ESISTE
NULLA TRANNE LUI) ma per percepirlo
nel modo giusto devo avere la forza
e il sostegno del gruppo, della
società come si chiama nell’ARVUT.
Altrimenti, quando scopro qualcosa
di negativo nella famiglia, nel
lavoro, salute non comprenderò che
questo è il collegamento con Lui,
perderò il collegamento tra questi
avvenimenti e il Creatore, penserò
solo che sono cose cattive, perché
non mi preparo tramite la forza del
gruppo e dimentico che tutto questo
è il linguaggio del Creatore e in
questo modo si esce fuori dal gioco
con Lui, è veramente un gioco, nello
stesso in modo in cui noi giochiamo
con i nostri bambini, il creatore
gioca con noi.
Il punto è allora costruire un
ambiente giusto che indirizza ognuno
a scoprire il Creatore, quindi
comincio a distinguerlo anche nelle
cose negative, come il bambino che
ha paura a fare il primo passo,
anche noi abbiamo i nostri esercizi
tramite i quali ci avviciniamo al
Creatore. È’ questo il nostro
lavoro.
lezione
del mattino del 28 luglio 2010
Domanda
di Oren Lebowich:
Durante
il Congresso sono stato in Italia, a Roma , con gli amici da lì ... Ora se
avessi una discesa dopo il Congresso, io credo che qui mi proteggerebbero, la, invece, ognuno vive lontano dagli altri, l'ambiente in Europa è ... (dispersivo). Come si può affrontare la discesa in una realtà del genere?
RAV
LAITMAN:
Cosa
posso dirti?! E' difficile ... Difficile ... io non dico che è facile!... Ma
io penso che se l'uomo cerca ( desidera ), egli può farcela! Noi dobbiamo
capire una cosa: tu vedi il tuo stato dalla tua situazione qui, perciò, a te
pare che è peggiore là, che si è distaccati di tutto ... Se tu fossi lì, per
alcuni mesi, tu scopriresti che là ci sono le opportunità, possibilità, di
essere nella connessione, che l'uomo può sentirsi (connesso con gli altri)
e trovare il suo ambiente come qui! Ciò, a te pare (che ci sia una
differenza grande pensando a come è qui): 300 persone, che stanno insieme,
si connettono, e là no! Tu semplicemente paragoni due cose diverse. Però,
ripeto: se tu ci fossi là, scopriresti che puoi essere legato al sistema,
alla rete, ai tuoi amici, non fisicamente, non importa!, però loro possono
influenzarti nella stessa misura come quando sei qui!
Tu vedi
le condizioni NELL'ESTERIORITA' E SE TU CI FOSSI LA' TU SENTIRESTI L'INTERIORITA' E VEDRESTI CHE CI SONO LE STESSE OPPORTUNITA'!
|
|