Secondo
le tradizioni che abbiamo ricevuto
nell'antichità, gli amici (chaverim
in ebraico, ndt.) dovrebbero
incontrarsi e unirsi una volta alla
settimana. Lo scopo è di dare a tutti
gli amici la forza e la sicurezza, la
garanzia nei progressi sulla via
spirituale. In realtà il congresso è
una grande Riunione degli amici (Yeshivat
Chaverim) di proporzione mondiale,
la Riunione degli amici durante il
congresso diventa la sua parte
interiore. Buona fortuna a tutti noi
insieme!
Dopo la Riunione degli amici (Yeshivat
Chaverim) arriva la sensazione della
perfezione, perché è come salire più in
alto della materia e soprattutto più in
alto delle preoccupazioni personali fino
a raggiungere lo stato d'unione come
nell' anima di Adam Kadmon.
Alla Riunione degli amici dobbiamo
cercare di avere delle sensazioni e
comunicarle agli altri. Ad esempio:
"Che cosa ti aspetti dal congresso?",
"Chi sono gli amici ?" E così via. Tutti
sono invitati a partecipare.
La meta della Yeshivat Haverim è
unire i desideri privati ed i "piccoli"
d'ogni singolo amico in un solo gran
desiderio che sia diretto verso la
giusta meta.
Prima di radunarsi nella Yeshivat
Haverim ogni amico deve prepararsi
leggendo i principi dell’ordine della
Yeshivà della Società.
Preparazione interiore per la riunione
mondiale degli amici
1. Prima ancora di riunirci occorrerà
determinare l’importanza degli amici
Perché vieni a questa riunione? Cosa ti
danno questi “fannulloni”? Cosa vuoi
dalla vita? Come mai sei capitato qui?
In ogni caso devi darti una regola, per
risvegliare queste cose in te ed
impedirti di offuscarle, altrimenti non
ne ricaverai alcun beneficio; sei
costretto a farlo, ma con un’intenzione
finalizzata allo scopo.
Tu vai all’assemblea degli amici e ti
concentri sul fatto che ti stai
preparando alla riunione. Inizi a
cercare le motivazioni, e ti chiedi
perché mai hai bisogno di questa
assemblea. Solo perché è scritto che in
un tal giorno ci si deve riunire, e di
nuovo devi sprecare un’altra serata?
Oppure, forse, ti va proprio di esserci,
o chissà, forse ci vieni per evitare
l'imbarazzo di rifiutare l’invito?
Un’altra possibilità è quella di
risvegliare in te un tale desiderio, che
anche se non fosse stata fissata
un'assemblea, e se nemmeno uno volesse
radunarsi, saresti tu a radunare gli
amici, ed anche con vigore. Questo è ciò
che viene chiamato «prima ancora di
riunirci occorrerà determinare
l’importanza degli amici». Senza di
loro tu non raggiungerai il traguardo. E
per di più, anche senza la loro stessa
necessità del traguardo, tu non lo
raggiungerai. La loro necessità è
infatti il tuo carburante. Allora ti
accorgerai che se non fai tutto questo
almeno una volta la settimana, e non ne
farai uso ogni giorno, fino alla
prossima volta, rimarrai senza nulla, ti
cancelleranno tutta la vita e così
tornerai a casa.
Bisogna arrivare all'importanza. Tutto
questo si chiama preordinare
l'importanza degli amici. È come scrisse
il
Rabash:
«Come mai ho scelto questi amici».

2. Deve fare un’autocritica e chiedersi:
in che misura egli dà alla società?
Vale a dire, se la società è così
importante, e se tu comprendi senza
ombra di dubbio che senza di lei non
avrai il vaso per la rivelazione del
Creatore, per la ricezione della
Skhinà,
la Divina presenza, per il riempimento
della Divina presenza con lo Shochèn,
Colui che ci risiede, e ancora per tutto
ciò che tu potrai mai immaginare, allora
fino a che punto tutto questo è
importante per te? La risposta è: fino a
quanto il traguardo è una tua necessità,
nella stessa misura ti deve essere
indispensabile il vaso per arrivare al
traguardo. Non è possibile che il
traguardo sia importante e la società
non lo sia. Una tale contraddizione
nasce dall'incomprensione fra il mezzo
ed il traguardo. E’ vero che il
traguardo è il Creatore, ma il mezzo,
tramite il quale il Creatore si rivela,
è questa società corretta.
E se è cosi, chi potrebbe preparare
questo vaso? Forse io? O magari qualcun
altro nella società? Forse il
Rav,
o anche qualcuno da lassù? Dopo tutti i
pensieri e le distinzioni, devi arrivare
allo stadio in cui questo vaso è tutto
nelle tue mani, al cento per cento. Se
non contribuirai alla società e non
risveglierai la società al cento per
cento verso la creazione di questo vaso,
non accadrà nulla per loro. Tu devi
essere convinto al cento per cento della
tua capacità di risvegliare la società
al massimo livello per ricomporre il
vaso. Devi essere convinto con tutto te
stesso che se gli amici non si
sveglieranno al cento per cento nel loro
impegno sul lavoro di ricomposizione
del vaso, allora rimarrai con lo zero
per cento di speranza di giungere al
traguardo.
Vale a dire, se non risveglierai gli
amici, non arriverai al traguardo, e se
gli amici non ti sveglieranno, a loro
volta essi non arriveranno al traguardo,
perché tu non ci sarai arrivato. Il
legame deve essere reciproco, e questo
già ti riporta al sentimento della
garanzia,
L’Arvùt,
ed al sentimento di impotenza delle tue
sole forze. Tu ti ritrovi nelle mani
della società, non puoi influenzarli
realmente né tanto meno obbligarli, e
non puoi nemmeno acquisire la loro
garanzia, cioè che ti diano il loro
vaso. Tu puoi obbligarli solo attraverso
l’amore, e nient'altro.
L’amore è l’unica cosa che potrebbe
obbligare gli amici. L’amore li
costringerà anche se ora essi non
vogliono. Se hanno un punto che è legato
al traguardo, tu li potrai obbligare ad
amarti col tuo amore. Questa è la
legge dell’amore. Se uno comincia ad
amare l'altro e a dare a lui, egli vorrà
ricevere questo amore in cambio, e a
tutto questo lui, senza dubbio,
arriverà. Anche nella vita materiale, se
vi è un legame tra una donna meno dotata
ed un uomo più dotato, la donna,
attraverso la sua dazione e
l'attenzione e i doni che da all’uomo,
può obbligarlo ad amarla.
E, infatti, fra noi che ci troviamo
all’interno del gruppo, vi è un certo
legame. Vale a dire, anche se il divario
sarà molto grande, se vi è già l’inizio
di un legame, allora dobbiamo sapere che
«l’amore cancella ogni colpa», niente
può resistere ad una tale propensione,
dal piccolo verso il grande, e non
importa neanche il genere di persone fra
le quali il legame intercorre.
In tal caso, devi capire che se non
amerai gli altri al cento per cento,
loro non si sveglieranno e non avrai il
loro vaso per raggiungere il traguardo.
Il risveglio degli amici nei tuoi
confronti dipende totalmente dall’amore
che hai verso di loro. L'amore non
dipende da loro, ma soltanto da te. Ma
come conseguenza si risveglia in te una
paura: se tu li ami, dai loro sostegno?
Se sei disposto a tutto per loro, anche
ad annullare te stesso per loro, a
rinunciare completamente a te stesso, e
a servirli soltanto, secondo la legge
dell’amore... se sei disposto a tutto
questo, senza ombra di dubbio otterrai
una reazione da loro.
Perché non è che vieni da loro per
ricevere, ma vieni da loro per dare, ed
è per questo che diciamo che la
materialità dell'amico è la mia
Spiritualità. Tu consideri l’amico come
l'oggetto del tuo desiderio di dare, la
sua mancanza materiale è la tua
Spiritualità, ed in cambio a questo
riceverai forze Spirituali.
Devi essere certo che, come conseguenza
delle tue azioni, riceverai L'Arvut,
la garanzia. Non è l'amore che tu esigi
da loro, poiché se esigessi da loro
l'amore lo faresti con lo scopo di
ricevere. Tu esigi da loro L'Arvut.
Che cos’è L'Arvut?
La sicurezza, la fiducia di arrivare al
Creatore, tu esigi da loro che ti
ispirino un certo atteggiamento in
cambio del tuo amore, esigi di essere
spinto da una certezza, ed
all’improvviso ti troverai a non pensare
a questo mondo.
Sei come un neonato che si ritrova fra
le braccia della madre, ma non sa dove
si trova, no sa nulla, e nonostante ciò
ha la netta sensazione di trovarsi nel
posto giusto, non deve assolutamente
preoccuparsi di nulla. Se tu dai amore
alla società, ricevi in cambio da essa
una tale forza ed un tale impegno, che
non pensi più a questo mondo; questo ti
dà la possibilità di staccarti da questo
mondo, e sebbene operi in esso
normalmente, non sarà realmente
importante per te cosa succeda qua, e
non importa come tu lo esprimi, se il
mondo intero appartiene a te o meno, in
ogni caso ti sentiresti indipendente, e
percepiresti te stesso solo nel contatto
con il Creatore. Questa fiducia è L'Arvùt,
e si acquisisce dalla società dando in
cambio amore.
3. Che preghi che il Signore
Benedetto gli dia forza e desiderio di
essere impegnato nell’amore degli amici
Fine ed inizio devono essere collegati
fra di loro, tu incominci con lo scopo
della Creazione e finisci con essa,
nessuna tua azione può avere successo,
se non comincia dall’inizio con il
Creatore. Il Creatore ti da il
desiderio, la forza e la giusta
direzione. Anche al principio del
cammino, quando ti sembra che sei stato
tu ad iniziarlo, in realtà era stato Lui
a farlo, perciò hai provato quello che
hai provato.
E ora che ti rivolgi alla società, per
ricevere in cambio la fiducia per
poterti rivolgere a Lui, tu chiederai a
Lui le forze, perché sempre, in ogni
singola azione «Io, Lui, il Santo
Benedetto, e la Toràh» saranno connessi
insieme in un unico punto. Altrimenti
questo gesto non avrà successo.
All’interno della forza che utilizzi per
rivolgerti agli amici, e con la quale tu
lavori, il Creatore deve essere attivo
al cento per cento, perché tu ti
aggrappi al Creatore come un neonato che
si aggrappa alla propria madre e si
aspetta che agisca per lui. Il neonato
si stringe a lei e le mostra cosa deve
fare, tutti noi conosciamo il modo in
cui operano i neonati.
4. Che si metta ora a pensare, come se
la sua preghiera fosse accettata, e che
si sieda, in gioia con gli amici
Che si metta ora a pensare come se la
sua preghiera fosse accettata, significa
che il Creatore gli dà la forza di amare
gli amici. L'uomo è sicuro che in cambio
del suo amore per gli amici egli
riceverà L'Arvùt da loro. E se
riceverà da loro L'Arvùt,
aderirà al Creatore. L'Arvùt gli
rifornisce questa condizione, questa
capacità.
Ed allora, se questa preghiera sarà
accettata completamente ed il Creatore
metterà in pratica questa azione su di
lui, egli sarà seduto con gioia fra gli
amici. La gioia deve essere manifestata
come il risultato del chiarimento di
tutto il processo, altrimenti questa
sarà una gioia beffarda.
5. Che ogni singolo amico, parli secondo
la propria capacità dell'importanza
della società, cioè quali profitti gli
porteranno i membri della società,
poiché egli comprende che da solo non li
potrebbe ottenere
Tutti noi stiamo parlando ora
dell’importanza della società, perché
ora abbiamo nelle nostre mani questo
immenso tesoro per mezzo del quale
risvegliamo la Divina presenza, la
Malchut,
il vaso comune nel quale si posa il
Creatore. Se lo rivelassimo, troveremmo
in Lui noi stessi,ed insieme la Luce
Superiore. Nessuno di noi può ottenere
tutto questo con le sue sole forze,
ognuno dipende dagli altri, ed è solo
con il proprio amore che potrebbe
obbligare anche gli altri. Noi ci
innalziamo, con il nostro lavoro comune,
verso il Creatore, perché faccia queste
azioni, perché ci conceda questo atto,
attraverso di noi e per noi, perché ci
uniamo a Lui e diventiamo come Lui.
6. Nel tempo in cui lascia l’assemblea,
che si senta in uno stato di completezza
Se abbiamo messo in pratica tutti questi
gesti, è come se avessimo ottenuto il
traguardo al cento per cento. Dovremmo
provare una sensazione di sicurezza e di
gioia perché ci siamo connessi al
livello finale. Lo stadio finale esiste,
e se non l'abbiamo ottenuto di fatto,
ecco che abbiamo ancora qualcosa da fare
nel cammino, perché tutte le azioni che
rappresentano questo cammino e che noi
possiamo mettere in pratica, hanno un
significato notevole, non meno grande
del raggiungimento del traguardo finale.
Il Creatore prova piacere da coloro che
si trovano, per l'appunto, nel mezzo del
cammino e che si dedicano a questo
sforzo. Facendo così diamo a Lui un
piacere molto più grande di quello che
proverebbe nel momento in cui avremo
ricevuto la ricompensa. E' con questa
stessa gioia che dobbiamo lasciare la
riunione degli amici, perché questo
dovrebbe darci l'ispirazione sufficiente
per l’intera settimana.
L’uomo deve prestare attenzione per
ritrovarsi ogni volta in questo vaso ed
in questa Luce allo stesso momento. Sono
gli stessi chiarimenti che vengono fatti
in questi 6 paragrafi, che devono
trovarsi in ognuno di noi. Dobbiamo
ritrovarci nelle stesse sensazioni,
nelle stesse distinzioni, nella stessa
emozione vitale.
Questo è l'ordine della seduta della
società.