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Come si veste Dio?
L’altro giorno, mentre stavamo rientrando a casa, la mia
piccola Carolina cominciò a chiedermi ansiosamente della morte, e di come
avrebbe potuto ritrovarmi nella prossima vita, dato che entrambe avremmo avuto
un nuovo corpo. Per provare a calmarla, le dissi la sola cosa che mi venne in
mente, e cioè che ci sarebbe sempre stato un legame di amore e luce fra il suo
punto nel cuore ed il mio.
Casualmente, proprio cercando qualcosa per acquietare il
suo timore, e senza minimamente aspettarmi che lei potesse afferrare il senso
delle mie parole, aggiunsi che alcuni miei insegnanti spirituali mi avevano
assicurato che non c’era alcuna reale differenza o separazione fra di noi. Le
dissi che noi siamo Uno, siamo la stessa cosa ma, molto semplicemente, non ne
siamo consapevoli, e quindi non si sarebbe dovuta preoccupare di perdermi.
All’improvviso ho sentito la sua vocina esclamare dal
sedile posteriore: “Stai dicendo che è tutta un’illusione? Com’è interessante
mamma! Ma allora, mi domando, cosa sto facendo vestita da Carolina? Dovrei
essere vestita da Dio!
Oh mamma, puoi per favore chiedere a quell’uomo con la
barba bianca che in Internet ti insegna la Kabbalah se sa come si veste Dio?”
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Nascere
Kabbalista, Rav Laitman racconta...
In passato, fino alla distruzione del Tempio, i bambini
nascevano in un ambiente che percepiva il Mondo Superiore, ed il
Borè.
I bambini imparavano subito che i rapporti vissuti secondo
la regola di “Ama il tuo amico come te stesso”, erano un qualcosa di
estremamente naturale. Ne vedevano un esempio permanente nei loro genitori, e
nel loro desiderio ardente di un rapporto sempre più forte con il Boré
E così hanno capito che sono nati in questo mondo (nel
quale la vita è solo temporanea) solo per creare questo legame..
Nel gruppo di
Bnei Baruch, sin dai primi anni di vita, i nostri figli, (ed i nostri
nipoti) partecipano ai corsi di studio della Saggezza della Kabbalah organizzati
appositamente per loro. I rapporti fra loro e con se stessi sono fondati secondo
la direttiva degli insegnanti che seguono il principio della
Toràh – l’Ashpaà e l’amore per i compagni, nella completa comprensione che
essi e tutte le persone sono unite fra loro.
Gli studi si svolgono una volta la settimana, la sera, e
durante tutta la giornata di Sabato. I bambini arrivano al centro con i loro
padri per la lezione, la mattina all’alba, e restano tutto il giorno. Viene
fatto per loro un corso speciale, ed una volta ogni tanto, io stesso tengo una
lezione per tutti i bambini.
È un piacere vederli ed ascoltarli, sentire le loro domande
e le loro risposte, ed osservare la formazione di un punto di vista
completamente nuovo in una persona in fase di sviluppo. Noi non ci rendiamo
conto di cosa significhi ricevere negli anni dell’infanzia l’immagine vera del
mondo, capirne la causa, il senso e lo scopo; questa immagine viene assimilata
nella consapevolezza del fanciullo e vi rimane con molta naturalezza.
Secondo il comportamento quotidiano di ognuno, o di tutti
noi, qui da noi o fuori da
Bnei Baruch.
La loro rassomiglianza con la Forza Superiore rappresenta
una garanzia del loro successo e del benessere che vivranno nel nostro mondo.
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Esistono il
Giardino dell'Eden e l'Inferno?
Domanda: Ci sono un Giardino dell’Eden ed un Inferno
proprio come ci hanno insegnato a scuola?
Risposta: Non ero in classe quando te lo hanno spiegato.
Quindi non so come risponderti. Cosa ti hanno detto?
Domanda: Che il Giardino dell’Eden è buono e che si sta
male all’Inferno.
Risposta: Si, è esatto. Il Giardino dell’Eden è quando mi
sento bene e l’Inferno quando mi sento male. Però tutto dipende da quello che
ognuno di noi intende con “bene” e “male”. Quando una persona muore, porta con
sé tutto ciò che ha conquistato in questo mondo. Niente di più. Sia quel che
sia, ciò che ha ottenuto qui rappresenta tutto quello che possiede. E con questo
si
reincarnerà di nuovo.
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Le regole
del gioco della Natura
È mattina presto nella savana africana. Il sole si alza in
cielo riflettendo la sua luce sulla terra e sull’erba. Una giovane e signorile
leonessa avanza cautamente attraverso le foglie secche. Il suo pelo brillante è
ben camuffato, e guarda con attenzione le tante zebre che le stanno accanto.
Anche se è giovane, sa molto bene quale è il suo ruolo nel branco. Ha un gran
lavoro che la aspetta. Una grande responsabilità. Va a caccia tutti i giorni
unita alle sue due amiche leonesse, e tutte assieme portano cibo per i piccoli
cuccioli e per il leone del branco. In cambio, lui le protegge e non permette
che nessuno invada il loro spazio vitale.
La leonessa sa che solo se lavorerà in gruppo con le sue
amiche avrà successo acchiappando le veloci zebre. Per questo sta osservando
attentamente le altre due leonesse. Alcuni secondi dopo, le sue amiche, un po’
più grandi di lei, le fanno il segnale. E le tre leonesse cominciano a muoversi
ad una tale velocità, che sicuramente potrebbero vincere la medaglia d’oro ai
giochi olimpici. Alcuni minuti dopo, hanno già terminato la loro missione. Hanno
acchiappato le zebre.
Bambini è importante sapere che, nella natura, c’è una specie di tacito
accordo, molto importante, fra gli animali predatori e quelli cacciati. Le
leonesse non cacciano mai per divertimento o per dar fastidio ad altre razze
animali. Cacciano sempre per poter mangiare e rendere così felici i membri del
proprio
branco. Normalmente acchiappano animali deboli o malati, e questo aiuta le
zebre a mantenere il loro branco forte e in salute.
Alla stessa ora questa mattina, in un luogo differente
della savana africana, i cuccioli del meerkat si stanno svegliando dopo aver
dormito nella loro comoda tana. Se ancora non lo sapeste, il meerkat è un
mammifero simile alla mangusta, veloce e piccolo. I meerkat vivono in piccole
colonie nel continente africano. Alcune piccole pietanze gustose stanno
aspettando nelle tane dei piccoli meerkat affinché facciano colazione: deliziosi
scarabei, succulenti bruchi e frutta fresca. Ma chi si occupa dei cuccioli? Non
la loro madre, ma un altro esemplare di meerkat al quale alla quale è stato
affidato un lavoro molto speciale: fare da bambinaia.
I meerkat hanno alcune regole molto chiare. Solo alcuni
papà e
mamme meerkat hanno il permesso di avere figli, gli altri possono essere
solo coloro che si prendono cura dei cuccioli, aiutandoli a crescere grandi e
forti. Quando i genitori sono occupati a procurare il cibo ai loro figli o si
trovano lontani dalla tana per qualsiasi altra ragione, le bambinaie si occupano
di mantenere al sicuro queste tane dagli uccelli che vagano nei paraggi e che
vogliono entrare. In queste occasioni, le bambinaie non possono uscire a cercare
cibo per se stesse e, a volte, perdono peso e dimagriscono.
I comportamenti animali, come quello del branco dei leoni o
la colonia dei meerkat, sono sorprendenti per gli scienziati che studiano la
Natura. Perché questi animali si aiutano tra loro e dividono tutto gli uni con
gli altri? Perché fanno tutte queste cose per il bene del branco? Come sanno
cosa devono fare per sopravvivere? Gli uomini saggi della Kabbalah studiarono e
scoprirono che tutte le creature in natura hanno una sola regola: questa regola
si chiama “La Legge della Dazione”.
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Cos'è il
Creatore?
Domanda: Cos’è il Creatore?
Rav Laitman: Il Creatore è la forza ed il potere più grande
di tutti. Lui fa ogni cosa, e non chiede a nessuno. Di conseguenza, dobbiamo
cercare di avere con lui un buon rapporto. E’ così grande Lui!
Domanda: Perché il Creatore ci ha creati?
Rav Laitman: E’ scritto che il Creatore ci ha creati perché
vuole che siamo felici, e che otteniamo cose belle. Lui vuole che il papà e la
mamma e tutti noi siamo felici, e che abbiamo una buona vita, una vita piena,
ricca di piaceri, viaggi, sorprese, feste. Il Creatore vuole il nostro bene; per
questo ci ha creati.
Domanda: Se abbiamo timore di qualcuno, come possiamo
superare la paura?
Rav Laitman: Possiamo superare la paura solo con una cosa.
Dobbiamo credere che c’è un solo potere, e oltre a quello, nient’altro dirige il
mondo. Solo
Lui, il Creatore, e noi siamo nelle sue mani.
Qualunque cosa faccia, solo quella sarà. Così, io non ho nulla da temere, e la
paura svanirà. Abbiamo paura quando non sappiamo cosa ci accadrà e cosa
succederà nel futuro. Però, anche senza saperlo, e nonostante tutto, io so che
il Creatore dirige tutta la mia vita, così non ho per niente paura.
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I bambini chiedono riguardo all'albero
Domanda:
“Che cosa simboleggia un albero? E perché
Bnei Baruch
ha scelto questo simbolo?”
Rav
Laitman: Abbiamo scelto il simbolo di un albero, perché l’uomo è
chiamato "Un albero del campo" (ETS Hasadeh). È scritto nella Torah "Perché
l’uomo è un albero del campo". Esso mette a confronto una persona con un albero
nel campo, facendo dell’albero e della sua radice un’analogia con un essere
umano e la sua Origine.
L’albero simboleggia l’uomo che vuole crescere nel
campo, (questo mondo fisico). Nessun altro che vuole crescere da questo mondo ed
essere più grande (realizzare la spiritualità) è chiamato "Un albero del campo".
Quindi, abbiamo scelto il simbolo di un albero, perché simboleggia il nostro
scopo.
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