Un primo piano sulla
Selezione Musicale
Tzadik ke Tamar
Ifrach – una canzone del Baal HaSulam
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Versione Strumentale
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Versione Elettronica della band “Bnei
Baruch”
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Versione Strumentale della band “Bnei
Baruch”
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Versione Vocale di Rav Baruch Shalom
HaLevi Ashlag (Rabash)
Fondamentalmente ci sono
due stadi in ogni canzone. Uno è lo stadio del
Klì, dell’anima sulla quale l'uomo
ha lavorato, quella che ha corretto, e poi ha realizzato delizia ed eccitazione;
e ora, è da questo stato di grazia che egli canta.
Questo è il motivo per cui
nel brano Tzadik ka Tamar Ifràkh
c’è la sensazione dello stato precedente, nel quale all'uomo mancava la
realizzazione, egli soffriva e cercava, e poi raggiunse lo stato nel quale sa
che questo avrebbe dovuto accadere così, poiché il giusto arriva eventualmente a
giustificare l’intero processo attraversato.
Così, l’estasi proviene dal
percorso passato da lui, essendo nelle estreme opposizioni e percependosi molto
distante dal Creatore; ma ora che sta entrando nel palazzo del Re, il Mondo
Superiore, allora tale sensazione si irrompe dal suo stato attuale sotto forma
di melodia che emana dal cuore di questa estasi che lo colma.
Questa sensazione comprende
due diversi stadi: quel suo stato precedente ed estremamente distante, nel quale
sembra irrimediabilmente lontano dal Supremo, e lo stato presente, quando ha
raggiunto l’adesione con Lui.
In sostanza, questa melodia
è speciale proprio perchè l'oggetto della gratitudine non è lo stato attuale
dell'uomo. Piuttosto, lui è grato per essere capace di essere giusto, altrimenti
detto per essere in grado di giustificare il Creatore per tutto quello che gli
era successo lungo il suo cammino. Ora egli vede la casualità e la necessità
pressante di tutti gli stadi che egli ha vissuto. Egli capisce che furono tutti
preparati per lui da lassù, in modo da fargli realizzare questo livello elevato.