Si Contano le Sfiròt
di Ghilad Shadmon
La
parola Sfirà proviene dalla parola sapir – zaffiro, luce che illumina e
risplende. Nella struttura completa dell'anima ci sono le Dieci Sfirot: Keter,
Hochmà, Binà, Hesed, Gvurà, Tifferet, Nezach, Hod, Iesod e Malchut. Queste
Sfirot (plurale di Sfirà) sono gli attributi dell’anima e la Luce Superiore
viene percepita in esse.
"Oggi sono tre e
trenta giorni (33), che sono quattro settimane e cinque giorni dell'Omer", si
usa contare in questo modo ogni giorno dei quarantanove giorni fra la Pasqua
ebraica – Pesach e la Festa di Shavuot.
A prima vista,
sembra che l'origine di questa antica usanza si riferisca a radunare il raccolto
in covoni nel campo. Ma, in effetti, si tratta di un ordinamento di preghiere
che hanno introdotto i Kabbalisti ed esso riguarda la correzione dell'anima,
dell'interiorità dell'uomo.
Il conto
dell'Omer - Sfirat Aomer si può trovare nel libro di preghiere, assieme
alle preghiere fisse che sono dette durante tutti i giorni dell'anno. Nonostante
che anche il resto delle preghiere che sono nel libro di preghiere sono legate
alla correzione dell'anima, la Sfirat Aomer è quella più preminente e
particolare. Questa è una delle uniche sezioni nel libro di preghiera che è
stata scritta per intero nel linguaggio della Kabbalah, la lingua delle Sfirot.
"Per merito del
conto dell'Omer che ho contato oggi, verrà corretto ciò che ho guastato nella
Sfirà di Hod che è nel Hod", così termina la benedizione della sera del La"g
BaOmer Del Trentatreesimo Giorno dell'Omer. I Kabbalisti, però, ci insegnano che
non basta leggere nel libro di preghiere e ricordare ogni giorno la Sfirà che è
specifica ad esso. Per riuscire a correggere la nostra anima noi dobbiamo sapere
il significato interiore che è nascosto nel conto dell'Omer, comprendere come è
costruita l'anima e soprattutto, percepirla in noi stessi.
Radunare in covoni le parti dell'anima
Il
conto dell'Omer descrive l'ordine della graduale correzione dell'anima,
che viene attuata dalla Luce Superiore. Ogni giorno simboleggia una nuova
fase nel processo della correzione.
"Omer",
che è un covone di spighe, simboleggia le parti dell'anima corrette che vengono
raccolte in un unico fascio. L'uomo deve correggere tutte le parti della sua
anima e in questo modo unirle durante "Il Conto dell'Omer – Sfirat Aomer".
La
parola "Sfirà" ha due significati: il significato conosciuto a tutti è il
conto di gradi o di fasi che sono posti uno dopo l'altro. Il significato
aggiuntivo della parola "Sfirà" proviene dalla parola "Sapir – Zaffiro",
che descrive la luce che illumina e splende a distanza.

Luce
Kli
(Vaso)
L’ordine del conto
dell’Omer spirituale
(In alto, da
destra a sinistra e dall’alto al basso c’è scritto
Hesed, Gvurà,
Tifferet, Nezach, Hod, Iesod e Malchut.
All’interno, nel riquadro centrale, ci sono dalla destra in alto alla sinistra
in basso i numeri da 1 a 49).
E cos'è l'anima?
L'anima è desiderio che è indirizzato alla spiritualità, vale a dire il
desiderio di essere simili alla qualità del Creatore, la qualità del l'Amore e
del Dare. Per giungere a questo stato speciale, l'uomo deve raccogliere tutte le
parti dell'anima, unirle ed invertirle ad essere simile alla qualità del
Creatore.
La
matematica dell'anima
L'anima dell'uomo è costituita da dieci Sfirot: Keter, Hochmà, Binà, Hesed,
Gvurà, Tifferet, Nezach, Hod, Iesod e Malchut. Le tre prime Sfirot sono la parte
che governa ed aziona l'anima, e per questo vengono chiamate "Il Capo
dell'Anima – Rosh Aneshamà".
Le
sette Sfirot inferiori sono la parte che esegue gli ordini ricevuti dal “capo” e
quindi vengono chiamati "Il Corpo dell'Anima – Guf Aneshamà".
Nello svolgimento del suo progresso spirituale l'uomo deve correggere solamente
le sette Sfirot inferiori dell'anima. Questa è la ragione per la quale
incontriamo molte volte il numero sette nei libri sacri e nelle usanze
dell'ebraismo.
Il mondo, ad
esempio, è stato creato in sette giorni, esistono sette cieli e fra la Pasqua
Ebraica – Pesach e Shavuot noi contiamo sette settimane. Questi
sono tutti simboli che sono stati designati a ricordarci la correzione
dell'anima.
Però la cosa non
finisce qui; ognuna delle sette Sfirot generali si divide anch'essa in dieci
Sfirot individuali – tre Sfirot superiori e sette Sfirot inferiori.
Ad esempio: La
Sfirà di Tifferet include nella sua parte inferiore le sette Sfirot: Hesed in
Tifferet, Gvurà in Tifferet, Tifferet in Tifferet e così via, fino alla Sfirà di
Malchut in Tifferet. Se noi moltiplichiamo le sette Sfirot generali con le sette
Sfirot inferiori individuali che esistono in ognuna di esse, riceveremo il
numero dei giorni dell'Omer – quarantanove.
Dall'anima sbriciolata al Kli (Vaso spirituale) intero
Dal principio
della sua via spirituale l'uomo rivela che le
quarantanove parti della sua anima si trovano in scissione e ne risulta da
questo che sono distaccate dal Creatore. Per correggere la sua anima l'uomo deve
convertire le parti della sua anima in parti simili alla qualità del Creatore –
la qualità dell'Amore e del Dare. Questo è quello che il Kabbalista fa nel corso
del "Conto dell'Omer - Sfirat Aomer" spirituale, lui unifica le
parti della sua anima, le conta, induce il loro riempimento con la Luce
Superiore e che esse illuminino assieme come uno zaffiro. La Luce del
Creatore si espande dall'Alto al basso, dal Creatore alla creatura, e così anche
l'ordine della correzione viene descritta
dall'Alto al basso, dalla Sfirà di Hesed alla Sfirà di Malchut. La prima
settimana della Sfirat Aomer viene corretta la Sfirà di Hesed in tutte le
sue parti: Hesed in Hesed, Gvurà in Hesed e così via,
fino alla Sfirà di Malchut in Hesed. Nella seconda settimana viene corretta la
Sfirà di Gvurà, con tutte le sue Sfirot interne, e così succede fino alla
correzione dell'ultima Sfirà, Malchut in Malchut, che viene corretta nel
quarantanovesimo giorno.
Al termine della
correzione dell'anima, tutte le sue parti si uniscono in un Kli intero, che è
capace di ricevere in sé la Luce del Creatore. Al termine di questo periodo, nel
cinquantesimo giorno, l'uomo giunge ad uno stato spirituale speciale che viene
chiamato "Il dono della Torà", che avviene nella festa di Shavuot.
Il concetto "Dono della Torà" allude ad una luce speciale che è chiamata "Il
dono della Torà", che illumina dall'Alto l'anima corretta dell'uomo.
La"g BaOmer – la
festa della Luce
Noi però non
dobbiamo aspettare cinquanta giorni, fino all'ultimo giorno del Conto dell'Omer,
per sapere che ci è garantita la correzione completa. Già nel trentatreesimo
giorno del conto, La"g BaOmer, l'uomo scopre che lui giungerà alla fine della
correzione. Da qui in nome di La"g BaOmer – "La festa della Luce", a
causa della Luce che è assicurata che colmerà l'anima al termine della sua
correzione.
La"g BaOmer
indica la correzione della Sfirà Hod in Hod, che
è la trentatreesima parte dell'anima. Nel momento in cui l'uomo ha corretto la
Sfirà Hod in Hod, gli è già chiaro che la correzione dell'anima terminerà con
successo, nonostante non abbia ancora terminato di correggere tutte le
quarantanove parti che sono in essa.
Questo può essere
paragonato alla situazione in cui si guasta il motore di una macchina: il
meccanico apre il cofano e cambia la parte difettosa. L'auto non può ancora
viaggiare, perché il meccanico deve ancora montare il motore, ma allo stesso
tempo gli è chiaro che la macchina tornerà a funzionare e che a breve
viaggerà.
Attirare la Luce della correzione
La
saggezza della Kabbalah sottolinea che l'uomo non compie questa complicata
correzione con le proprie forze, ma con l'aiuto della Luce Superiore che
illumina l'anima. I Kabbalisti spiegano che non basta leggere il libro di
preghiere e indicare ogni giorno il nome della Sfirà, perché all'uomo è
richiesto di contribuire alla propria parte nel viaggio spirituale e
soprintendere l'azione adeguata in ogni fase del suo sviluppo. L'uomo deve
dominare l'azione della Luce con piena coscienza, solo in questo modo lui può
essere simile al Creatore.
Solo per mezzo
della lettura dei libri di Kabbalah si può attirare una Luce speciale di
correzione che ci sviluppa spiritualmente e ci chiarisce la vera immagine.
Quanto più l'uomo progredisce, percepisce il processo della correzione della sua
anima, ed inizia a rivelare in se stesso i concetti spirituali che lui legge nei
libri di Kabbalah e nel libro di preghiere. Quando terminerà il processo della
correzione delle Sfirot, l'anima dell'uomo diventerà simile al Creatore.
Questo si esprime
nella festa di Shavuot, cinquanta giorni dopo la festa di Pesach,
nella quale l'uomo giunge alla completa rivelazione del Creatore. Allora la sua
anima si riempie tutta di Luce Superiore, Luce di completezza, eternità e
felicità.
Articolo
tratto dal giornale
Kabbalah Laam, n. 16