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Rosh Hashanà Spirituale

 

Le feste del mese ebraico di Tishrei, da Rosh Hashanà (il Capodanno ebraico) a Simhat Torà, simboleggiano tappe nella via spirituale dell'uomo. I Kabbalisti ci spiegano che, nella dimensione spirituale il tempo non ha il significato da noi conosciuto nell'ambito dei cinque sensi. L'uomo che investiga il mondo spirituale passa queste tappe, le feste, senza essere collegato al calendario, ai mesi e ai giorni. 

 


Quando ero bambino mi chiedevo che regali e che nuovi giochi avrei ricevuto a Rosh Hashanà e, col passare degli anni, le domande divennero più essenziali, portandomi a cercare dove poter ravvivare i punti fermi, inculcati nel corso della mia educazione. Ho trovato tutto ciò nella Saggezza Antica, la Saggezza della Kabbalah.

I Saggi della Kabbalah insegnano che proprio quando l'uomo sente di non trovare il significato della vita, nel suo intimo si risveglia un piccolo punto, "Il punto nel cuore". Questo punto esorta l'uomo a trovare il significato della sua esistenza, a liberarsi dalle catene dell'ego che lo dominano e illumina l'inizio della sua via del ritorno "a casa". Il giorno in cui si risveglia questa voce interiore è il "Capodanno - Rosh Hashanà" dell'uomo, l'inizio del cambiamento che porta alla nascita spirituale.

La preparazione per il viaggio

Benvenuti! Siete giunti alla prima tappa sulla vostra via spirituale, "Il Capodanno - Rosh Hashanà". Prima che noi partiamo, cinque regole fondamentali per il viaggio:


1) la Kabbalah si rivolge a chiunque percepisca la necessità di trovare un nuovo significato nella vita. Si tratta dell'opportunità di scoprire un nuovo mondo, un mondo che opera secondo leggi al di là di tempo e spazio.


2) Nel mondo spirituale, i nostri cinque sensi non bastano. La Kabbalah dà la possibilità di sviluppare un senso in più, con cui impariamo a percepire la realtà più vasta, l'intera realtà. I Kabbalisti che già svilupparono in sé stessi tale "sesto senso", investigarono la realtà spirituale e scelsero di chiamarla con il nome di "Mondo delle Radici".


3) Essi scrissero del frutto delle loro investigazioni in una lingua simbolica e figurativa "La Lingua dei Rami". Similmente agli scienziati che riassumono il risultato delle scoperte in una formula, i Kabbalisti descrissero ed  espressero le proprie scoperte in parole e nomi già esistenti nel mondo concettuale conosciuto, tramite concetti spesso collegati al ciclo degli anni, ai mesi, alle stagioni ed alla natura.


4) Nel mondo spirituale, il tempo ha un significato diverso da quello conosciuto nel nostro mondo. Il Calendario Ebraico, ad esempio, simboleggia la sequenza dello sviluppo spirituale.

5) La realtà spirituale ha leggi chiare ed assolute, e non comprende nessun tipo d'immaginazione o teorie individuali. Ogni Kabbalista fa le medesime scoperte rivelate dai Kabbalisti che lo hanno preceduto.

La prima tappa nel percorso spirituale

Le feste del mese di Tishrei, da Rosh Hashanà a Simhat Torà, sono simbolo di tappe sulla via spirituale dell'uomo. L'uomo che investighi il proprio mondo spirituale, nel corso delle feste passa per tali tappe, senza essere condizionato dalla data in cui vengono festeggiate, a livello materiale,  dal popolo ebraico. Questo vuol dire che, ad esempio, il Capodanno – Rosh Hashanà Spirituale, è una situazione che può manifestarsi in qualsiasi momento.

Ogni tappa nella comprensione della realtà viene chiamata "gradino spirituale". A ogni singolo gradino, il Kabbalista impara qualcosa di nuovo rispetto alla propria essenza. Egli progredisce ad una nuova fase, si innalza a un altro gradino e passa di nuovo attraverso le stesse tappe, facendo però ogni volta nuove scoperte interiori, sempre più profonde, essendo a questo punto capace di discernere particolari non percepiti in precedenza.

Rosh Hashanà simboleggia la prima tappa in cui il Kabbalista, a ogni nuovo gradino spirituale verso cui progredisce, inizia la propria ricerca.

La tappa principale

I Kabbalisti giunti al livello più alto della propria ricerca, ci raccontano di una realtà spirituale in cui siamo tutti uniti ed operiamo assieme in armonia, come cellule di un unico corpo. Questa situazione spirituale è chiamata "L'Anima del Primo Uomo". Ma tale speciale sensazione di unità, la situazione dove fummo all'inizio, per noi è perduta. L'Anima del Primo Uomo si è frantumata in 600.000 – shishim ribò anime. "La Rottura" vuol dire che ogni anima ha perduto la sensazione del collegamento con il resto delle anime. Viene il giorno in cui in ogni anima si risveglia una fioca ed indistinta reminiscenza della situazione reale tramite cui era collegata a tutte le anime. Questo giorno è Rosh Hashanà.

Comporre il puzzle umano

La parte che si risveglia nell'uomo e lo sprona a cercare il significato della sua vita, a cercare il collegamento con le altre anime, è "Il punto nel cuore". Quando "Il punto nel cuore" si risveglia, l'uomo percepisce un’inquietudine, un’esigenza che lo spinge a svilupparlo, a farlo crescere, e a realizzare l'esigenza propria del "punto nel cuore" del legame con il resto delle anime, e della rivelazione del mondo spirituale. Si può raffigurare questa situazione come quella di un uomo che abbia perduta la memoria, ma gli sia ancora rimasta una vaga sensazione del proprio passato, una sensazione che non gli concede riposo finché non abbia chiarito cosa gli sia ancora nascosto.

A chi abbia "Il punto nel cuore" già risvegliato, i saggi della Kabbalah consigliano di non dare la possibilità di appassire al punto del cuore, sviluppandolo e facendolo crescere. Così, ad ogni passo avanti che faremo, verrà rivelata un'altra parte dell'immenso puzzle della nostra vita, finché, secondo quanto detto dai Kabbalisti,  giungeremo alla situazione in cui potremo comporre da soli tutte le sue parti.

Quando ciò succederà, si rivelerà un nuovo mondo dove tutte le anime sono collegate in un legame reciproco, basato sull'Amore Incondizionato Eterno. L'inizio di tutto questo cambiamento è l'inizio del "Nuovo Anno Spirituale".      

Una tappa speciale nel tempo

I Kabbalisti ci raccontano che noi stiamo vivendo in un periodo peculiare, un'epoca in cui a tutta l’umanità si sveglia "Il punto nel cuore”.

Rav Yehuda Ashlag, il maggior Kabbalista del ventunesimo secolo, sosteneva che il Capodanno - "Rosh Hashanà" di tutta l'umanità è iniziato con la morte dell'Arì (Rabbi Izhak Luria), nel 1572.

L'Arì rivelò una parte ulteriore della Saggezza della Kabbalah, la parte che, oggigiorno, dà ad ognuno la possibilità di sviluppare il punto nel cuore. Al tempo in cui egli visse ed insegnò a Safed – Zfat  (Nda. città in Israele), iniziò un periodo di rinnovamento del pensiero umano e l'inizio dello sviluppo tecnologico.

Oggi, a cinquecento anni da tale cambiamento nello sviluppo nel campo del pensiero, nel campo sociale, scientifico e tecnologico, l'umanità si trova sull'orlo di una crisi globale. Il progresso enorme ottenuto in tutti i campi non ci ha portato ad una vita migliore, e certo non a una vita più felice. Al contrario, sembra che il "livello di felicità" scenda sempre di più; fenomeni come sofferenza, fame e odio si rafforzano da un anno all'altro e si aggiungono alla disperazione ed alla sensazione di aver perso la giusta direzione. La crisi internazionale si mescola a innumerevoli crisi personali. Secondo la Kabbalah, la situazione così difficile di cui noi siamo testimoni, è la preparazione al prossimo livello di sviluppo, la prima tappa sulla nuova via spirituale dell'umanità. Molte volte è proprio dal buio che giunge il brillare di un punto luminoso, il punto della speranza.

Il Capodanno - Rosh Hashanà è personale e anche generale. Come il nascituro che fa difficoltà ad abbandonare l'utero materno, così noi soffriamo doglie spirituali, doglie che ci spingono a nascere assieme a una nuova realtà. Quando nasceremo a tale realtà, riveleremo la Luce assieme. Sembra che quest’anno, più del solito, voi – noi, non siamo soli. Buona festa!

 

Articolo tratto dal giornale Kabbalah LaAm, n. 23

 
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